Il censimento dei tesori della Valtravaglia

Serve per avere un "catalogo" completo delle opere, per monitorale ma anche per valorizzarle. Dopo l'estremo Nord della provincia e Luino-Germignaga, ora tocca alla zona meridionale della costa luinese

Generico 2018

Il “censimento” dei beni ecclesiastici tocca la Valtravaglia: chiese, paramenti e opere d’arte presenti nei territori di Castelveccana, Domo, Nasca e Porto Valtravaglia saranno censiti nell’arco dei prossimi mesi.

«Anche le parrocchie di Castelveccana, Domo, Nasca e Porto Valtravaglia, infatti, aderiscono al programma nazionale della Conferenza Episcopale Italiana (CEIOA) per la conoscenza e la classificazione dell’immenso patrimonio d’arte e di fede che le chiese italiane custodiscono da secoli» spiegano il parroco Don Luca Ciotti e gli incaricati del censimento, Federico Crimi, Francesco Isabella e Maurizio Isabella.

Il piano prevede una catalogazione su supporto informatico dei beni di ogni singola parrocchia allo scopo di ottenere un complesso di dati che sia immediatamente condiviso dal Ministero per i beni e le attività culturali e dall’Arma dei Carabinieri; in parte, sarà accessibile anche al pubblico tramite un sito internet dedicato. Tale serbatoio di immagini e di informazioni consentirà maggiore sorveglianza e una più stretta tutela, ma anche di far conoscere ad ampia scala i risultati delle scoperte ottenute durante la campagna di rilievo.

La catalogazione in corso nelle parrocchie di Castelveccana, Domo, Nasca e Porto Valtravaglia è svolta da Federico Crimi, Francesco Isabella e Maurizio Isabella e riguarda una varia tipologia di oggetti: dipinti, ex-voto, statue, arredo liturgico (candelieri e i reliquiari), apparato per cerimonie e processioni (stendardi, ceroferari, mazze processionali), oreficeria (calici, ostensori, pissidi, navicelle, turiboli) e paramenti rituali (pianete, tuniche), altro arredo, sia ligneo (confessionali, pulpiti) sia in muratura rivestita di marmi preziosi.

Il censimento, tra i pochi sinora avviati nell’intera provincia di Varese, segue quello svolto negli anni precedenti (2012-2014) nelle parrocchie di Pino, Maccagno, Garabiolo, Veddasca, Curiglia con Monteviasco e Dumenza, nelle parrocchie di Luino (2016-2017) e nelle parrocchie di Germignaga e di Brezzo di Bedero (2017-2018) e si avvale del supporto scientifico dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Milano e del concreto sostegno offerto dalle parrocchie di Castelveccana, Domo, Nasca e Porto Valtravaglia, dal Comune di Porto Valtravaglia, dal Comune di Castelveccana, dalla Comunità Montana Valli del Verbano e dalla Fondazione del Varesotto-Onlus.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 febbraio 2019
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