Centro studi preistorici, si ricomincia dall’archivio

Seduta “corposa” ieri, 5 febbraio, della Commissione cultura del comune di Varese. Prospettata una soluzione all'archivio, ma i consiglieri prendono atto della difficoltà di dialogo

consiglio comunale varese

Seduta “corposa” ieri, 5 febbraio, della Commissione cultura del comune di Varese, che si è tenuta allo spazio Yak di piazza de Salvo: in particolare per il secondo punto all’ordine del giorno richiesta nello scorso consiglio comunale, che chiedeva ad assessore e dirigenti il punto della questione del Centro Studi archeologici.

Una questione che non si è ancora risolta, e si nutre di silenzi: «Avevamo individuato piu di una volta – all’archivio comunale e al liceo civico musicale – una soluzione che soddisfacesse il problema della collocazione dell’archivio del centro studi – ha spiegato l’assessore alla cultura Roberto Cecchi nella sua relazione iniziale ai commissari – Ma all’inizio c’è stato un lungo periodo di silenzio, che ha fatto cadere la prima soluzione, poi è arrivata dalla soprintendenza archivistica la notizia che quel patrimonio è sottoposto a tutela. Un vincolo che porta degli obblighi, una attenuazione della libertà privata. Ma almeno si sa di che morte si deve morire: rende praticabili solo alcune delle soluzioni prospettate».

Dopo quella notizia: «l’amministrazione si è messa a cercare spazi disponibili, non facili da trovare: anzi, quasi impossibili – ha continuato l’assessore – Ma, cercando di seguire le esigenze del vincolo e del centro studi, che chiedeva uno spazio di consultazione, avremmo trovato una soluzione tecnica, che garantisce la conservazione e le fruizione: uno spazio adeguato nell’archivio comunale di via XXV Aprile, più grande di quello prospettato all’inizio e con uno spazio dedicato alla consultazione».

Anche perchè: «Il riconoscimento della sovrintendenza rendeva impossibile anche la permanenza a villa Mirabello – ha sottolineato il presidente della commissione Cultura Enzo La Forgia – Per questo siamo passati a un luogo che tutelasse il bene piu adeguatamente».

La soluzione prospettata, secondo quanto ha spiegato Cecchi, in una riunione avvenuta dieci giorni fa alla presenza dell’architetto Lucina Caramella, attuale presidente del centro Studi Preistorici Archeologici, il sindaco, il dirigente dell’area cultura Michieletto e all’assessore alla Cultura. «Abbiamo esposto la soluzione e abbiamo chiesto al centro se questa soluzione fosse soddisfacente, ma a tutt’oggi non abbiamo ricevuto risposta».

Intanto però i tecnici del comune stanno allestendo gli spazi in questi giorni: «Stiamo concludendo l’attività che serve per liberare degli spazi, anche con l’aiuto di una agenzia di stralcio» ha spiegato il dirigente dell’assessorato alla cultura Michieletto.

LA COMMISSIONE DIBATTE, MA IL DIALOGO LATITA

«A me sembra che siamo di nuovo in una fase di stallo – ha commentato il consigliere Simone Longhini durante il dibattito in commissione -La mia impressione è che quello del Centro Studi sia vissuta una scocciatura da gestire, che se non ci fosse stata sarebbe stato meglio. Invece penso che dovremmo considerare la fortuna di avere un tale patrimonio e che per questo si debba trovare una soluzione piu confacente a un valore e che può dare valore alla città»

Longhini, neo consigliere provinciale, prova anche ad azzardare: «Si potrebbe sondare la disponibilità dell’ente provincia, che potrebbe avere posti di pregio che possano ospitare collezioni importanti. In ogni caso, credo che tutti insieme dobbiamo prenderci la responsabilità di condividere un valore importante del territorio e dare a lui un collocazione degna».

«Io mi ero interessato a cercare una soluzione alternativa, anche in Provincia, ma quella soluzione non è stata trovata – ha sottolineato il consigliere Francesco Spatola – E non credo che il fatto che la maggioranza sia cambiata permetta di trovare soluzioni e risolvere il problema. Senza contare che in prima battuta la soluzione andrebbe trovata negli spazi comunali. La verità è che il centro studi non ha dato segno di desiderare lo spostamento da villa Mirabello, lontano dal museo archeologico».

Marco Pinti, il consigliere che ha chiesto pubblicamente di portare in commissione la questione, ha ricordato che: «Era stato votato all’unanimità in consiglio comunale il fatto di tenere il centro in particolare cura poiché era stato considerato da tutti un’eccellenza. Io non so se la nuova posizione possa andare bene, ma mi sembra di ricordare che quella posizione che ora si prospetta fosse stato stato il primo problema del centro studi archeologici. Ci dite però che è uno spazio diverso, più grande più adatto e al primo piano di quello che per primo è stato prospettato, al piano terra dello stesso archivio. Speriamo sia davvero la soluzione adeguata».

«L’impressione è che non si voglia arrivare a una soluzione – ha sbottato a un certo punto della discussione l’assessore Cecchi – Basti pensare che tra una proposta e l’altra che sottoponiamo passano sempre mesi, senza la possibilità di interloquire». Gli animi non sono quieti, e lo stallo, perciò,  sembra di nuovo dietro l’angolo.

Per questo Pinti prova a rilanciare la proposta di una nuova seduta della commissione, con audizione del centro studi. Perchè: «Il consiglio comunale ha espresso una volontà politica all’unanimità, ma a me sembra che non ci sia una vera volontà di dialogare con il centro» ha sottolineato il consigliere.

«Da come vanno le cose, a dire il vero, la volontà di dialogo non sembra esserci nemmeno dall’altra parte» ha ribattuto il consigliere Valerio Crugnola. Ora non resta che attendere risposta del centro: ma l’impressione che la questione non abbia trovato una soluzione serena è stata, fin da subito, palpabile.

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 06 febbraio 2019
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