Paolo Berizzi: «Do.Ra. e Blood Honour, una vergogna per Varese»

Il giornalista di Repubblica, autore di inchieste e libri sul nuovo fascismo, giovedì 18 aprile sarà al Salone Estense con il suo libro "Nazi Italia. Viaggio in un Paese che si è riscoperto fascista"

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«Lo Stato sciolga Do.Ra e i Blood Honour, due formazioni neonaziste che sono una vergogna per Varese, per la democrazia e per la Repubblica italiana che, alla faccia dei nipotini di Hitler e Mussolini, non è la Repubblica di Salò».

Non usa giri di parole Paolo Berizzi, giornalista di Repubblica, da vent’anni autore di inchieste e libri sulla galassia delle formazioni neofasciste e neonaziste italiane, ma anche europee ed internazionali, che giovedì 18 aprile sarà al Salone Estense di Varese (alle 21) per presentare il suo libro “Nazi Italia. Viaggio in un Paese che si è riscoperto fascista”.

Ospite del Comune di Varese, di Cgil, Anpi e dell’Osservatorio democratico sulle nuove destre per un dibattito sul tema “Intolleranza, razzismo, neofascismo: che succede nella nostra provincia e nel nostro paese”, Berizzi nelle sue inchieste ha avuto modo di occuparsi in più occasioni della nostra provincia, che nel suo ultimo libro ritorna con inquietante frequenza.

«Parliamo di due gruppi  che si ispirano dichiaratamente ad ideologie neonaziste, razziste ed eversive – dice – I Do.Ra, a cui nel dicembre 2017 è stata sequestrata la sede di Caidate, sono sotto inchiesta per tentata ricostituzione del partito fascista, vanno a processo da rei confessi dal momento che il loro capo non nega le imputazioni ma dice che “non hanno ancora i numeri per farlo”, e si dicono pronti all’uso delle armi contro le istituzioni. Blood Honour è un gruppo neonazista che si dichiara già dal nome, che è  il motto della gioventù hitleriana; espressione italiana di un circuito internazionale dell’ultra destra, legato in città alla tifoseria storica del Varese Calcio. Gruppi che predicano odio, violenza, razzismo ed antisemitismo che dovrebbero essere sciolti secondo la Costituzione italiana, la legge Scelba del 1952 e la legge Mancino del 1993».

Gruppi che, analogamente a tanti altri che formano la galassia nera ed affollata del “fascismo del terzo millennio” non solo non vengono sciolti «ma – prosegue il giornalista – negli ultimi anni hanno rialzato la testa, forti di un clima politico che in qualche modo li ha sdoganati, con un ministro dell’Interno che ha letteralmente scippato lo slogan “Prima gli italiani” a  Casapound per farlo diventare la parola d’ordine della nuova Lega sovranista e nazionalista, amica di Marine Le Pen e degli altri partiti ultranazionalisti europei».

«Uno “sdoganamento” favorito anche dalla disattenzione (talvolta dalla complicità) della politica e delle istituzioni, ma anche di una certa stampa – prosegue Berizzi – e dal continuo minimizzare e banalizzare questi fenomeni e questi gruppi che si pongono chiaramente fuori dal perimetro costituzionale. Tutto questo in un clima politico e sociale rabbioso, carico di odio e di rancore veicolati in modo strumentale dai professionisti della paura contro il nuovo nemico, gli immigrati».

Per Berizzi, più volte minacciato e sotto scorta, oggetto anche a Varese di scritte e striscioni offensivi, contro questa deriva c’è una sola medicina, la consapevolezza: «Bisogna guardare in faccia questi fenomeni, raccontarli, scoprire e smascherare le sponde politiche ed istituzionali di cui godono. Mai girare la faccia dall’altra parte, per non entrare in quella pericolosa zona grigia che diventa brodo di coltura in cui questi fenomeni possono prosperare indisturbati. Le associazioni, i partiti e i cittadini che si riconoscono nella Costituzione italiana devono tenere vivo e saldo l’argine democratico contro tutti i fascismi, perché la democrazia non è un bene acquisito per sempre e spetta ad ognuno di noi tenerla in vita, ricordando quanto disse Umberto Eco nel suo saggio “Ur fascismo – Il fascismo eterno”: il fascismo è in grado di rinascere e riprodursi in ogni angolo del mondo sotto forme nuove, larvate e spesso difficili da comprendere anche per chi, come me, le studia da tempo».

All’incontro con Paolo Berizzi interverranno il sindaco di Varese Davide Galimberti, il segretario della Cgil di Varese Umberto Colombo, Gennaro Gatto, responsabile dell’Osservatorio sulle nuove destre in provincia di Varese, ed Ester Maria De Tomasi presidente dell’Anpi provinciale.

Modera l’incontro il giornalista Andrea Giacometti.

di mariangela.gerletti@varesenews.it
Pubblicato il 17 aprile 2019
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