Un’interrogazione sul “comodato anomalo” dei quadri di Guttuso

A pochi giorni dall'apertura della mostra di Renato Guttuso a Varese, il consigliere di minoranza Piero Galparoli "spulcia" i costi dell'evento e chiede conto all'amministrazione dei passi meno chiari della questione

Guttuso a Varese, le ultime ore dell'allestimento

A pochi giorni dall’apertura della mostra di Renato Guttuso a Varese, il consigliere di minoranza Piero Galparoli “spulcia” i costi dell’evento e chiede conto all’amministrazione con un’interrogazione dei passi meno chiari della questione.

In particolare, Galparoli rileva che: «Per la mostra di Renato Guttuso, il comune di Varese ha firmato un contratto di comodato con la fondazione Francesco Pellin proprietaria delle opere esposte presso i musei civici di Villa Mirabello. Per tale esposizione, della durata di 10 anni, il comune pagherà 10.000 euro all’anno per un totale di 100.000 euro».

Per questo, Galparoli chiede spiegazioni con una formale interrogazione: «Essendo un comodato, che per definizione giuridica è gratuito, non si capisce per quale motivo venga erogata tale cifra se non che, a l’art. 8 del contratto (Gratuità del contratto) viene scritto che vengono riconosciuti questi 10.000 euro all’anno “a titolo di ristoro per gli oneri, anche di carattere negativo, che dal comodato derivano al comodante”.  A parte la frase contorta è giuridicamente incomprensibile: si chiede perciò all’amministrazione di motivare e chiedere i giustificativi alla fondazione Pellin di tali oneri».

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 30 maggio 2019
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