Mazzucchelli 1849 e Nau!: storia, presente e futuro dell’occhialeria

Massimo Folador e il corso di Business ethics della Business School della Liuc di Castellanza faranno tappa nelle due aziende per capire come costruire un’impresa “diversa"

Avarie

Una storia di 170 anni che tramanda i valori originari di casa Mazzucchelli, l’impresa capace di affermarsi come una delle principali realtà produttive e commerciali della Lombardia alla metà dell’Ottocento. Allora produttrice di bottoni in corno di bue, poi di pettini, ora di lastre di acetato di cellulosa ad uso occhialeria. (nella foto la pubblicità della innovativa M49, una bioplastica completamente biodegradabile e riciclabile).

Mazzucchelli ha inventato gli occhiali biodegradabili

Col tempo cambia la produzione ma non il sentimento, la filosofia, della Mazzucchelli 1849 dove, giovedì 27 giugno, sono in visita i partecipanti del percorso di formazione professionale “Storie di ordinaria economia” diretto da Massimo Folador, docente di Business ethics della Liuc Business School. Una tappa per comprendere come fare impresa in modo etico dando cioè valore al capitale umano che ha a che fare con l’azienda, dai fornitori ai clienti, dai dipendenti alla comunità locale.

L’impresa etica esiste e vive in mezzo a noi

«L’attaccamento all’azienda è ciò che contraddistingue la nostra storia da sempre. Faccio solo un esempio: nel 1995, quando ci fu l’alluvione, i nostri dipendenti hanno pulito prima qui di casa loro», racconta Giovanni Orsi Mazzucchelli, presidente del cda della Mazzucchelli 1849.

Mazzucchelli 1849, il welfare ha due secoli di vita

«Abbiamo sempre mantenuto aperto il dialogo tra impresa e dipendenti e tenuta alta l’attenzione sui loro bisogni. Siamo alla quinta generazione (la sesta la stiamo allenando) con 170 anni di lavoro fatto col cuore, con passione, ricerca, creazione e sensibilità”. Non a caso il riconoscimento del premio “Welfare Index PMI” il 26 marzo 2019 per il welfare aziendale. Tra le azioni degne di nota: il sostegno alla nascita della Società di mutuo soccorso, della squadra dei pompieri nel 1924; nel 1942 la nascita della Scuola tecnica con la divisione disegno e lavoro sulle macchine utensili per i maschi e la sezione di economia domestica per le femmine. Inoltre la costruzione di 100 villette bifamigliari a Castiglione Olona, l’avvio della mensa, la creazione di un poliambulatorio e di un centro di ascolto per i dipendenti.
Forse non tutti sanno, inoltre, che gli sci dei campioni mondiali Thoeni e Gros avevano l’anima in plastica realizzata dalla Mazzucchelli».

NAU! L’EVOLUZIONE DEL DISTRETTO

Doppia visita per gli iscritti al percorso della Liuc Business School che vuole aprire le menti e dare un riscontro anche pratico su come fare impresa in modo etico. Fabrizio Brogi, fondatore e presidente di Nau!, imprenditore che prova ogni giorno a costruire un’impresa “diversa”, dice: «Quando, con mia moglie, ho deciso di aprire la nuova sede a Castiglione Olona dove, a fine Ottocento, è nato il primo
distretto dell’occhialeria in Italia, abbiamo ristrutturato alcuni edifici storici ma creato anche spazi alternativi per il benessere delle persone: una palestra interna, aree ricreative, un centro di formazione stabile. Inoltre, la scelta di avere un ufficio “persone” che si dedicasse a ogni singolo collaboratore e fosse in grado di costruire progetti dedicati alla valorizzazione e alla crescita di chiunque lavori da noi. Abbiamo sempre creduto nella formazione continua del personale e in un ambiente di lavoro in cui trovarsi bene per dare il meglio di sé».

Da facebook al velluto, così gli occhiali Nau hanno sconfitto la crisi

Sostenibilità per Nau! significa agire su diversi fronti: su quello ambientale rivoluzionando i sistemi produttivi per evitare sprechi tipici della lavorazione degli occhiali; sul fronte del mercato con gli accorgimenti nella produzione che hanno permesso economie di scala e il miglioramento del rapporto qualità/prezzo, dunque dell’offerta per i clienti; sul fronte sociale attraverso un accordo con l’Associazione degli ottici italiani per incentivare la cultura della prevenzione e la creazione di borse
di studio per giovani ricercatori. Dentro le storie di queste due aziende di successo che hanno cura delle
persone, ma anche del rapporto con un territorio al quale dare e dal quale ricevere, si ferma il percorso di formazione in Business ethics. Per poter riproporre un modello d’impresa che vale.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 giugno 2019
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