Caso Uva, assoluzione definitiva per poliziotti e carabinieri

La Cassazione ha prosciolto in via definitiva gli otto uomini delle forze dell'ordine, che erano già stati assolti nei precedenti gradi di giudizio

giuseppe uva apertura

La Cassazione ha confermato in via definitiva l’assoluzione di sei poliziotti e due carabinieri che erano stati imputati per la morte di Giuseppe Uva.

Uva era morto in ospedale a Varese nel giugno del 2008, dopo essere stato portato nella caserma dei carabinieri a seguito di un controllo. Gli imputati erano accusati di omicidio preterintenzionale e sequestro di persona: erano stati assolti sia in primo grado che in Appello, con formula piena.

La Suprema corte ha respinto il ricorso contro la sentenza con cui la Corte d’assise d’appello di Milano confermò le assoluzioni pronunciate in primo grado dalla Corte d’Assise di Varese.
Al termine delle indagini il pubblico ministero aveva chiesto l’archiviazione, ma il gip aveva imposto l’imputazione coatta. In seguito anche il nuovo pm, il procuratore facente funzione di Varese, aveva chiesto il proscioglimento degli indagati. Ma si era arrivati comunque alla Corte d’Assise.

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«Undici anni e tre richieste della Procura fra quella di archiviazione, quella di proscioglimento e quella di assoluzione, che fanno sembrare tutto questo una persecuzione. Impossibile, adesso, ripagare i colleghi di quanto subito, perché hanno subito senza colpe e senza tutele» commenta Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato. «Tutta la nostra solidarietà a loro che escono a testa alta da un iter giudiziario che ha messo in ginocchio anche le famiglie, costrette a sopportare un peso che schiaccia chi non ha i mezzi per resistere, tanto che dovrebbe essere lo Stato a farsi carico di quel peso, immediatamente e completamente, in virtù del principio di presunzione di innocenza, che nel nostro caso vale ancor di più a causa del malcostume di crocifiggerci perché indossiamo l’uniforme».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 luglio 2019
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