Piantone, lunedì sarà rimosso anche il fusto per le future opere artistiche

Al posto del cedro sempre più possibile l'arrivo in città di un nuovo albero

Generico 2018

Lunedì mattina, 29 luglio, a una settimana esatta dal taglio dei rami, anche il fusto del Piantone saluterà via Veratti.

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Il taglio del piantone di via Veratti 4 di 26

Una decisione arrivata dopo le ultime analisi dei tecnici comunali: “Gli spessori residuali di legno alla base – spiegano – non sono sufficienti per fare sculture o opere d’arte che possano rimanere in quel luogo nel medio o lungo periodo”. Le pessime condizioni interne impongono quindi di tagliare completamente il fusto. Al suo posto, però, prende sempre più quota la possibilità di vedere un nuovo albero: un esemplare di Ginkgo biloba, caducifoglia che per le sue caratteristiche si presta a un utilizzo in città.

Il fusto del cedro verrà suddiviso in tre tronconi da cinque metri ciascuno, che verranno trasportati in via Copelli e saranno utilizzati in seguito per realizzare le proposte artistiche che sono arrivate al Comune. Tanti anche i varesini che in queste ore stanno chiedendo la possibilità di avere piccoli pezzetti di tronco in memoria del Piantone. L’intervento, la cui durata prevista è di un paio d’ore, non comporterà la chiusura di via Veratti, ma del solo tratto tratto di via del Cairo.

Il piantone vivrà: nei ricordi o in nuove forme

Varese però, con tutta probabilità, potrà presto vedere in quello spazio un nuovo albero. Il Ginkgo biloba che si sta cercando è un esemplare maschile, particolare che permetterebbe di evitare i cattivi odori delle bacche prodotte dagli individui femminili. A pesare sulla scelta di questa caducifoglia è stata la sua particolare capacità di adattamento: alberi di questo tipo erano già viventi almeno 200 milioni di anni fa e hanno oltrepassato le più grandi calamità naturali. Sei esemplari, ancora esistenti a Hiroshima, sono sopravvissuti persino alle radiazioni prodotte dalla bomba atomica. Il Ginkgo biloba tollera bene l’inquinamento, non manifesta debolezza nei confronti di patologie fungine e parassiti animali, sopporta bene la siccità e le temperature invernali fino a -35°C. Altra caratteristica importante richiesta da Palazzo Estense è che sia un esemplare di dimensioni adeguate, così da adattarsi immediatamente alle condizioni in cui si troverà a vegetare.

Francesco, il treeclimber che ha tagliato il piantone

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 luglio 2019
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