A piedi nel Liechtenstein lungo la Francisca

Quinta tappa della Via Francisca dal cuore di San Gallo fino al piccolo Principato stretto tra la Svizzera e l’Austria

Via Francisca in Svizzera

È lungo appena 25 chilometri ed ha circa 36mila abitanti. Arriviamo nel Liechtenstein alla vigilia di una grande festa per i 30 anni del Principato. Vaduz la capitale è in fermento perché domani ci saranno tante iniziative già dalla prima mattinata. Nelle varie strade e piazze della capitale si montano palchi e si fanno le prove.

Dopo varie manovre nel 1719 la famiglia proprietaria di gran parte del territorio riuscì a farsi riconoscere come Principato ed entrò così a pieno titolo nel Sacro romano impero.

Negli anni Venti il piccolo stato entrò nell’Unione doganale con la Svizzera e subito dopo adottò il Franco come moneta nazionale.

Di cose da raccontare ce ne sarebbero ancora tante, basti sapere per ora, come riportato dalla classica Wikipedia, che l’attuale Príncipe è uno degli uomini più ricchi del mondo e che gli abitanti hanno  il reddito pro capite più alto del pianeta.

Lasciamo al piccolo stato la gioia dei 300 anni e ce lo ricorderemo anche per la “tassa” di tre franchi per poter avere il timbro dell’ufficio turistico. Certo resterà alla storia perché per un secolo non si potrà più avete lo stesso, ma vista la loro ricchezza potrebbero anche fare un dono a chi gli chiede di apporre il timbro. Qui la vita del pellegrino deve esser considerata assai strana.

Torniamo alla nostra Francisca e alla gioia e fatica del percorrerla.

La quinta tappa è quella che si potrebbe definire di trasferimento, o di alleggerimento perché a renderla più facile non è solo la sua distanza con meno di venti chilometri di cammino, ma anche il fatto che non ha quasi pendenze.

Altri due fattori la rendono diversa dalle precedenti: si incontrano molti borghi e anche una cittadina, e pur mantenendo la caratteristica dell’assoluta sicurezza, gran parte del tracciato si sviluppa su asfalto.

La Via procede subito sotto le montagne nella valle dove scorre il Reno. Per tutto il cammino si vede in modo netto parte del Liechtenstein e anche il territorio austriaco.

Partiamo che sono quasi le nove dopo aver fatto colazione in hotel. È una bella giornata con il sole a far capolino tra qualche nube ancora un po’ minacciosa.

Con Tomas procediamo insieme fino a Gams, poi lui, dopo una sosta, è ripartito più spedito e ci siamo ritrovati in ostello. Lungo la strada si incontra il delizioso castello e il borgo di Schlangenhaus, una delle maggiori attrazioni turistiche della zona. Mi sono fermato nel centro visitatori per farmi timbrare le credenziali e anche per chiedere quanto sia praticata la Via in questo tratto. La ragazza mi ha confermato che ogni tanto passa qualcuno, ma sono veramente in pochi e il suo è un punto nevralgico e chiunque percorra il cammino deve transitare da qui. In ogni caso è gentilissima, mi racconta diverse cose del borgo, mi lascia del materiale e appone un timbro molto caratteristico.

Ancora pochi chilometri e si arriva a Buchs, proprio sul confine con il Liechtenstein. Cambia tutto perché dopo San Gallo si ritrova una vera cittadina con una lunga strada dello shopping che termina alla stazione e da lì con un sottopasso si arriva al ponte sul Reno.

È in quel punto che incontro una coppia mano nella mano con due belli zaini. Sono svizzeri e sono in cammino per Bad Ragaz, ma il loro viaggio è corto perché faranno solo una cinquantina di chilometri. Al l’ostello di Schaan, che apre alle 17 e non è una bella cosa per chi cammina, conosco Demon che arriva dalla California. Lui starà in Europa sei mesi, ma si sposta in bus e pur restando affascinato dal cammino preferisce i mezzi pubblici.

Il verde e l’azzurro sono i colori forti di questo viaggio. Ogni tanto si macchiano del rosso e al giallo dei fiori sulle finestre delle case. A questo proposito oggi si è vista la contaminazione tra l’architettura tradizionale di taglio alpina con quella più moderna con un uso più accentuato del cemento e di nuovi materiali.  Tanti tetti con pannelli solari in un paese che comunque è attento all’ambiente in tanti piccoli segnali e lo si vede nella comunicazione continua su questi temi.

Il giro a Vaduz aspettando l’apertura dell’ostello ci ha permesso, oltre una visita nella cattedrale e nel museo d’arte moderna in pieno centro, anche di fare la spesa e così stasera si mangia “a casa”.

Domani tappa più lunga di quasi 25 chilometri. Entreremo nei Grigioni in attesa di rientrare a piedi nella capitale Coira il giorno successivo. Ma con calma perché mancano comunque quasi 50 chilometri.

di marco@varesenews.it
Pubblicato il 14 agosto 2019
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