“Dove è finito il progetto della camera iperbarica a Cittiglio?”

Se lo chiede il Comitato nato all'indomani della chiusura del centro di Laveno, insieme al gruppo sommozzatori della Protezione civile

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Che fine ha fatto l’idea di aprire la camera iperbarica all’ospedale di Cittiglio? Se lo chiede il Comitato Pazienti OTI rimasto orfano dalla struttura di Laveno chiusa per disposizione dell’Asl per motivi di sicurezza.
Lo studio di una possibile apertura era stata annunciata da Raffaele Cattaneo, allora presidente del Consiglio regionale, nel corso dell’inaugurazione del nuovo day hospital oncologico.

A distanza di due anni, nel silenzio su eventuali sviluppi, il Comitato, supportato anche dai Sommozzatori della Protezione Civile di Varese, torna a chiedere informazioni sulla possibilità che al Pia Luvini si apra un centro di medicina iperbarica sollecitando una mobilitazione da parte di enti e associazioni del territorio che condividono l’obiettivo:
« Sempre alto l’interesse sulla Camera Iperbarica, da parte dei pazienti che hanno usufruito dell’impianto di medicina iperbarica a Laveno Mombello ora smantellato. Quando il Comitato pro Camera Iperbarica circa un anno e mezzo fa aveva letto un articolo, circa l’idea di poter collocare una camera iperbarica presso l’Ospedale di Cittiglio, aveva appoggiato in pieno il progetto anche alla luce di quanto dichiarato dall’Assessore al Welfare Giulio Gallera, di una manifestazione di interesse riguardo a questo ricollocamento di un servizio utile al territorio ed una valutazione in positivo al riguardo. Avere una camera iperbarica all’interno di un ospedale, permetterebbe ai pazienti di poter eseguire più visite programmate lo stesso giorno.
Purtroppo abbiamo sperato in questo progetto inutilmente, perché alle dichiarazioni di circostanza non sono seguiti i fatti.

Abbiamo appurato, documenti alla mano, che le camere iperbariche della struttura di Laveno sono state cedute all’asta per l’assurda cifra di 5.000 €…..
Ci sentiamo defraudati di un servizio che era attivo nel nostro territorio ed ora non lo è più. Ad oggi di fatto i pazienti sono emarginati e lasciati a se stessi.
Facciamo appello alle istituzioni preposte perché il progetto di aprire questo servizio di ossigenoterapia presso l’Ospedale di Cittiglio possa avere un seguito e chiediamo l’appoggio dei cittadini per poter riaprire un servizio unico nel suo genere, con grande vantaggio per il territorio.
Comitato Pazienti Camera Iperbarica di Laveno»

Sostenitori di questo appello sono i sommozzatori: « Sono il responsabile del gruppo Sommozzatori Protezione Civile della Provincia di Varese e anni fa sostenemmo con convinzione la riapertura della camera iperbarica di Laveno, purtroppo per ragioni diverse si preferì chiudere un presidio sanitario che per anni aveva servito egregiamente i pazienti che abbisognavano di ossigenoterapia e a tutte le complicanze dovute alla Malattie Da Decompressione (embolie).
Per noi sommozzatori, che in migliaia annualmente si addestrano nelle pareti del lago Maggiore, la presenza di una camera iperbarica è sempre stato sinonimo di sicurezza consapevoli che l’immediato intervento in caso di incidenti subacquei è di vitale importanza.
Siamo venuti a conoscenza della nascita di un comitato spontaneo pazienti OTI ed allo stesso tempo l’opportunità di valorizzare l’Ospedale di Cittiglio prevedendo nello stesso ospedale la realizzazione di una camera iperbarica finalizzata al ripristino di un servizio indispensabile per le cure che necessitano di ossigenoterapia.
Nei nostri laghi numerosi sono gli incidenti in acqua e gli ultimi due accadimenti nel lago di Comabbio o nei nostri fiumi ci spronano sempre di più a richiedere l’attivazione di una camera iperbarica in provincia di Varese.
È stato già redatto un rapporto costi/benefici che dà risultati positivi per la struttura sanitaria dell’ospedale di Cittiglio e quindi chiediamo che gli assessori al welfare e alla sanità di Regione Lombardia prendano in considerazione la richiesta della realizzazione della camera iperbarica presso l’ospedale di Cittiglio».

Del progetto, però, nulla si dice all’Asst Sette Laghi che, dopo l’uscita di Cattaneo, non ha mai più risollevato la questione.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 settembre 2019
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