Alla corte del Re Cremisi nasce il prog

Cinquant’anni fa i King Crimson creavano il prog.

Cinquant'anni fa la musica

Sebbene sia meglio diffidare dall’etichettare la musica – e con cosa è o non è prog si tira notte – raramente vi è stato un disco che ha dato inizio ad un genere come questo debutto dei King Crimson, che uscì il 10 ottobre 1969. Ma in cosa consisteva la novità del progressive rock (brevemente prog)? Non certo solo nell’elaborazione del lavoro di arrangiamenti già fatto ad esempio dai Moody Blues e che portava a parlare stupidamente di “rock sinfonico”. Il discorso era invece in linea di massima quello di un abbandono del blues come struttura musicale – non a caso il prog sarà una musica bianca, inglese prima ed europea poi – a favore del jazz e della musica classica novecentesca, con addirittura citazioni precise che vedremo più avanti. I pezzi allora si allungano e vi è un continuo cambio di ritmi, di velocità, di intonazione: gli epici 7 minuti in apertura di questo disco sono una specie di manifesto programmatico di questo nuovo genere. Ed era ovvio che un tale approccio – a differenza della psichedelia il prog è una musica molto scritta – non potesse che essere portato avanti da musicisti notevoli, quale ad esempio il chitarrista Robert Fripp che sarà sempre la vera anima di questo gruppo, caratterizzato da continui cambi di formazione ma tuttora attivo.

Curiosità: il famosissimo uomo schizoide in copertina – che certo qualche ispirazione da Munch l’ha presa – è la prima opera importante di un giovane illustratore (in realtà un programmatore di computer) che si chiamava Barry Godber ed era amico del paroliere dei KC. Avrebbe potuto certamente avere una brillante carriera in questo ambito, ma purtroppo morì pochi mesi dopo, a soli 23 anni, per un attacco cardiaco.

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Pubblicato il 10 ottobre 2019
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