I cinque stelle di Gallarate contro il sindaco: “Ora che è indagato si dimetterà?”

I pentastellati tornano a chiedere il passo indietro di Andrea Cassani, dopo le ultime novità dall'inchiesta Mensa dei Poveri

cassani paragone

I cinque Stelle tornano alla carica a Gallarate e sulla posizione del sindaco Andrea Cassani. «Ora che è indagato si dimetterà?».

I pentastellati gallaratesi riavvolgono il nastro alla scorsa primavera, al giorno in cui Cassani “sfidò” Gianluigi Paragone in piazza (nella foto), mentre i cinque stelle protestavano. «Io vorrei capire perché io, che non sono indagato e dalle carte emergo come uno che ostacolava questo sodalizio criminoso, dovrei dimettermi», disse allora Cassani, a pochi giorni dalla maxinchiesta che aveva terremotato Forza Italia, aveva visto finire in carcere l’assessore all’urbanistica e avrebbe visto – poche settimane dopo – il ritiro della Variante al Pgt che il centrodestra stava portando avanti e che è risultata inquinata dalle “manovre” del gruppo Caianiello.

«E ora dall’11 novembre, tutto tace; un giorno apparentemente come tanti altri, ma significativo di questa vicenda senza fine, giorno in cui si è sparsa la notizia che lo stesso sindaco, che non si capacitava di dover dare le dimissioni in quanto innocente, è indagato per turbativa d’asta. Era solo Caianiello il “brutto” della situazione?. Si parlava di ipocrisia senza paragoni e ora dopo tutto quello che sta succedendo, alla luce degli ultimi avvenimenti, i 5 Stelle di Gallarate si chiedono: è indagato, si dimetterà? Nonostante il sostegno morale di Salvini e della Santanchè, la sua stessa maggioranza durante l’ultimo consiglio comunale ha vacillato. Che altro dire: non ci resta che attendere».

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

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Pubblicato il 29 Novembre 2019
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