Tim Berners-Lee lancia nove regole per aggiustare Internet
L'inventore di Internet pubblica il contratto per il Web, documento rivolto a governi, aziende e cittadini per rendere la rete un posto migliore
Nove regole per “aggiustare” Internet. A lanciarle, sia sul sito della World Wide Web Foundation che firmando un editoriale sul New York Times, è Tim Berners-Lee. Ovvero l’uomo che, nell’agosto di 28 anni fa, creò il primo sito Internet. Annunciato lo scorso anno al Web Summit di Lisbona, ora è on line il contratto per il Web.
If we fail to defend the free and open web, we risk a digital dystopia of entrenched inequality and abuse of rights.
We must act now. Join me in backing the Contract for the Web — a global plan of action for the #WebWeWant. @webfoundationhttps://t.co/CeLuSzKtqB
— Tim Berners-Lee (@timberners_lee) November 25, 2019
Si tratta, in altre parole, di una serie di istanze rivolte ai governi, alle aziende ma anche ai cittadini. La richiesta ai governi è quella di assicurare a tutti una connessione, garantire la neutralità della rete e il rispetto della privacy delle persone. Garantire una rete accessibile e tutelare i dati degli utenti sono richieste che Berners-Lee rivolge anche alle aziende. Alle quali viene chiesto anche di sviluppare delle tecnologie che, così si legge, permettano all’umanità di esprimere la parte migliore di sè.
«Le comunità sono fatte a pezzi dai pregiudizi, dall’odio e dalla disinformazione diffusa online. Truffatori usano il web per rubare identità, stalker per molestare e intimidire le loro vittime e malintenzionati sfruttano il digitale per sovvertire la democrazia». Berners-Lee afferma esplicitamente che «l’utilizzo di pubblicità elettorali targettizzate nella campagna per le presidenziali americane del 2020 e in ogni altra elezione nel mondo rischiano di minare la comprensione dei fatti da parte degli elettori e le loro scelte».
Come detto, il padre di Internet chiama in causa anche gli utenti. Ai quali raccomanda di essere collaborativi, ad esempio creando contenuti con licenza open, di costruire comunità all’interno delle quali sia mantenuto un confronto civile e rispettoso dei diritti di tutti, e di lottare perché il Web rimanga un’ambiente aperto e accessibile a tutti.
«Siamo al punto di non ritorno», il messaggio dalle colonne del NYT, «il modo in cui reagiremo di fronte a queste problematiche determinerà se il Web svilupperà il suo potenziale di forza positiva globale o se ci condurrà in una distopia digitale».
[Foto di Paul Clarke – Opera propria, CC BY-SA 4.0, su Wikipedia]
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