A villa Mirabello “storie di climi e di popoli”

Si terrà nella sala del risorgimento dei Musei Civici la conferenza, curata da Lanfredo Castelletti, "Storie di climi e storie di popoli". L'appuntamento è per venerdì 22 alle 18

primavera a villa Mirabello Fiorella Pozzi

Si terrà nella sala del risorgimento dei Musei Civici di Villa Mirabello la conferenza, curata da Lanfredo Castelletti Storie di climi e storie di popoli“. L’appuntamento è per venerdì 22 novembre alle 18.00

COSA HA CAMBIATO L’UOMO DELL’AMBIENTE

Antonio Stoppani, uno dei principali artefici della scoperta della palafitte nei Laghi di Varese, centocinquant’anni fa inventava il termine “Antropozoico” per indicare il periodo in cui l’uomo era divenuto uno dei più importanti fattori geologici del nostro pianeta.

Epoca che i moderni scienziati hanno battezzato Antropocene, non senza molte discussioni sul preciso inizio di questa fase della storia della terra e dell’uomo.

Attraverso numerosi dati raccolti nel territorio di Varese da geologi, archeologi, botanici e altri scienziati è possibile riconoscere, a partire dal passato, i segni della profonda e rapida trasformazione che vediamo ora coi nostri occhi: e di questo si parlerà nell’incontro.

CHI E’ IL RELATORE, LANFREDO CASTELLETTI

Lanfredo Castelletti, nato a Lecco nel 1942, si è laureato in Scienze Naturali all’Università degli Studi di Milano. È stato borsista all’Istituto di Storia Antica dell’Università degli Studi di Milano dal 1970 al 1974 e insegnante di ruolo nella scuola dell’obbligo sino al 1978. Dal 1978 al 1980 è stato incaricato come ricercatore presso l’Università di Colonia per un progetto sui resti botanici del Neolitico.

Dal 1980 e sino all’11 marzo 2009 è stato direttore dei Musei Civici di Como (archeologico, storico, pinacoteca, Tempio Voltiano, Villa Olmo) e Capo Area del Settore Cultura del Comune di Como. Presso il Museo Archeologico “Paolo Giovio” ha fondato nel 1983 il “Laboratorio di Archeobiologia” finalizzato allo studio di resti botanici, animali e umani provenienti da depositi archeologici, nonché alla ricostruzione di paesaggi, sistemi agrari e climatici dalla Preistoria al Medioevo.

Dal marzo 2009, dopo il pensionamento, ha continuato la sua attività di ricerca presso lo stesso Laboratorio. Dal 2009 al 2014 è stato direttore del Museo Archeologico del Barro (Galbiate, Lecco).

Ha partecipato/diretto diversi scavi archeologici e in particolare ha preso parte, come responsabile per l’archeologia ambientale, agli scavi delle miniere di selce nel deserto del Thar in Pakistan, a quelli di Leptis Magna in Libia e a quelli di Tell Mozan in Siria.

In Italia ha diretto nel 1976, insieme a Bernardino Bagolini, Paolo Biagi e Giampiero Guerreschi, gli scavi all’Isolino Virginia e in seguito dal 1986 al 1987 ha diretto, insieme a Gian Pietro Brogiolo, gli scavi nel sito goto di Monte Barro (LC), in seguito gli scavi di San Martino presso Lecco, del Buco del Piombo a Erba, del Castello Baradello di Como. Dal 2005 al 2008 ha diretto ricerche archeologiche in Val Cavargna come responsabile italiano del Progetto di Cooperazione Transfrontaliera Interreg III A “Le montagne tra i due laghi”.

Dal 2006 al 2008 ha diretto il progetto europeo Cultura 2000 “The vanished cities”. Dal 2007 al 2013 è stato fra i collaboratori per il settore gestito dall’Università dell’Insubria del Progetto di Cooperazione Transfrontaliera Interreg IV “SitiNet: censimento, messa in rete e valorizzazione di siti geologici e archeologici nella Regione Insubrica”.

Per sette anni è stato membro del Consiglio Direttivo dell’Istituto italiano di Preistoria e Protostoria e per tre anni Segretario dello stesso Consiglio. È membro del comitato scientifico del periodico “Archeologia Medievale”, del comitato scientifico del Centro di Ricerca sulla Biodiversità e sul DNA antico (Centro BioDNA) dell’Università Cattolica di Piacenza.

Ha insegnato, per complessivi sette anni, “Storia dei Climi” all’Istituto di Antropologia e Paleontologia Umana dell’Università di Pisa e Paleoecologia umana alla Scuola di Specializzazione in Archeologia della stessa Università.

È stato docente a contratto di Archeobiologia 1999 al 2002 alla Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università Cattolica di Milano e nel 2001-2002 al corso di laurea in Beni Culturali dell’Università di Arezzo. Dal 2002 al 2009 è stato docente a contratto di Metodologia della ricerca archeologica I al corso di laurea in Scienze dei Beni Culturali dell’Università dell’Insubria – sede di Como e dal 2005 al 2008 anche di Metodologia della ricerca archeologica II – Laboratorio di Archeobiologia

Dal 2009 al 2012 è stato professore a contratto di Bioarcheologia presso la Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università Cattolica di Milano.

Dal 2016-2017 è professore a contratto di “Ecologia e Archeologia” presso l’Università Cattolica di Milano.

Nel 2005 è stato “Professeur invité” all’École Pratique des Hautes Études di Parigi come docente di Storia dei climi nella Preistoria e Protostoria.

È autore di 220 pubblicazioni scientifiche riguardanti principalmente ricerche di archeologia ambientale e di paleoecologia relative sia alla Preistoria che all’età classica e medievale ed è responsabile della serie monografica “Archeologia dell’Italia Settentrionale”.

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 novembre 2019
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