Alla faccia della privacy

Una lettrice solleva una questione che ci vede ormai "rassegnati": quando facciamo ricerche on line consegniamo i nostri dati a sconosciuti. E fermare questo circolo non è semplice

Generico 2018

Buongiorno Direttore,
sì, proprio così, alla faccia della privacy.

La legge che tutela una serie di documenti, eventi, informazioni…se però, dal nostro cellulare, effettuiamo ricerche di qualsiasi genere, che spaziano dai genere di largo consumo, agli immobili, ai prestiti, in un lasso di tempo che si può paragonare al tempo zero, le varie applicazioni, come facebook, messenger, la posta elettronica gratuita, viene invasa da messaggi e pubblicità sull’argomento che si è visto precedentemente e per il quale si è fatta più o meno una grande ricerca.

E’ sconvolgente, preoccupante ed assurdo, pensare che soggetti che non conosco, sparsi per il territorio, possano essere a conoscenza di quali sono le mie esigenze, le mie attitudini, i miei gusti.

E quindi, la domanda, sorge spontanea.

Dove è collocato, il diritto di privato, fino a dove possono spingersi per conoscere  tutto di me?

Inutile dire che è deprimente, rendersi conto di quanto poco noi siamo liberi. Perché con un banale aggeggio, cellulare del costo di 80 euro, mettiamo la nostra vita in mano a chiunque?

Loredana 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 dicembre 2019
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