È la settimana della Gioeubia, la città rinnova la tradizione

Presentata la festa che si svolgerà giovedì sera. Prima il rogo e poi il risotto con la luganiga. L'assessore all'Inclusione Attolini: "Gli stranieri dovranno togliere la salsiccia"

gioeubia busto arsizio

Giovedì 30 gennaio, ultimo giovedì del mese, come da tradizione bruceranno le gioeubie organizzate dalle varie associazioni del territorio nei quartieri di Busto. I fantocci esposti in piazza Santa Maria verranno accesi per mano del sindaco alle 19:00 nel parcheggio di via Einaudi. A seguire, dalle 19:30, inizierà la degustazione gratuita del risotto con la luganiga in piazza San Giovanni.

La tradizione si rinnova, anche quest’anno con una coda polemica per il fitto scambio di accuse tra Fratelli d’Italia e la dirigente dell’Ite Tosi Amanda Ferrario. Il vicesindaco e assessore all’Identità Manuela Maffioli ha voluto riportare l’attenzione su storia, tradizione e cultura locale: «È un appuntamento imprescindibile con la propria storia e le proprie radici di una comunità che si stringe attorno ad un falò che simboleggia la catarsi che brucia le difficoltà, le rigidità aprendosi verso una nuova stagione».

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Il maxi-risotto, 150 kg di riso e 100 kg di luganiga, verrà servito anche quest’anno con elementi tutti compostabili e con i “mangia in piedi” per essere più comodi; la piazza sarà riscaldata dai funghi. L’assessore al Marketing Paola Magugliani: “Ci aspettiamo una piazza piena anche perché, come ha spiegato il sindac, la risottata sarà gratuita. Verrà però messa una cassetta per le offerte che andranno in beneficenza ad una comunità del territorio».

Il presidente di Ascom Busto Arsizio Rudy Collini: «Si tratta di una delle iniziative che forse coinvolge più di tutte la città; mette d’accordo quattro assessorati, il mondo del commercio e tutti i quartieri partecipano tenendo alte le tradizioni e il lavoro».

Anche l’assessore all’Inclusione sociale Osvaldo Attolini ha voluto dire la sua: «Abbiamo tanti stranieri in città. Speriamo nella loro partecipazione come segno di integrazione con la cultura locale. Speriamo che leggano e possano venire anche se dal risotto dovranno togliere la luganiga» – ha chiuso con una battuta facendo riferimento all’alto numero di stranieri che seguono la religione islamica nella quale la carne di maiale viene considerata impura.

Probabilmente sarà presente all’accensione del fantoccio in centro anche il governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana.

LA STORIA DELLA GIOEUBIA

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Pubblicato il 27 gennaio 2020
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