La dirigente dell’ite Tosi dice no alla Gioeubia e Fratelli d’Italia la brucia lo stesso

Amanda Ferrario l'avrebbe definita inquinante ma il partito di destra non ci sta: "Le tradizioni non si toccano e non inquina". Ma Arpa dice il contrario

gioeubia busto arsizio

Fratelli d’Italia all’attacco della dirigente dell’Ite Tosi Amanda Ferrario colpevole di voler mettere in discussione la tradizione secolare del rogo della Gioeubia con motivazioni ecologiste senza fondamento. Secondo i rappresentanti del partito della Meloni i roghi non sarebbero causa di inquinamento da pm10 e quindi il divieto sarebbe del tutto inutile.

Ecco cosa scrivono in una nota

In questi tempi oscuri, saturi di polveri sottili, Greta ha un nuovo seguace tra le sue fila: il DS dell’ITE Tosi. La preside bustese, novella paladina green ed evidentemente ignara della plurisecolare storia cittadina, ha difatti sancito che la giöbia non s’ha da fare, perché fa male ai nostri amici alberi.
Questo ambientalismo spiccio e di maniera, tuttavia, non tiene conto di alcuni fattori rilevanti: innanzitutto, l’anidride carbonica sprigionata da un falò vecchia maniera non rilascia pm10 nell’aria e, se anche ne rilasciasse, si parla di un fuoco di qualche decina di minuti; secondariamente, vorremmo ricordare ai professoroni che le vecchie caldaie malandate di condomini ed istituti scolastici contribuiscono per maggior grado all’inquinamento atmosferico, insieme all’industria cittadina (giustamente gli studenti non si devono lasciare al freddo, né le fabbriche fermare); in terzo luogo, come rilevato dagli studenti, non si può sacrificare una tradizione centenaria con una scusa così banale, piuttosto si ammetta la propria pigrizia.
Lascia stupiti che dei professori, persone istruite che hanno sudato per raggiungere certe posizioni, escano con boutade improvvisate che meglio si confanno ai ministri senza arte né parte che stiamo soffrendo in questi mesi.
Le nostre tradizioni non si toccano, né la nostra storia si mercanteggia sfruttando le paure della società.
Per questo motivo, Gioventù Nazionale e Fratelli d’Italia bruceranno la loro Giöbia sul piazzale del parcheggio dell’ITE Tosi, insieme agli studenti che vorranno partecipare.
Una serata senza politica, ma solo Tradizione, aperta a chiunque vorrà partecipare!

In realtà è la stessa Arpa Lombardia sul proprio sito a specificare come la maggior parte delle polveri sottili siano causate proprio da stufe e camini.

In Lombardia, i più recenti dati evidenziano come il 39% delle emissioni di PM10 derivi dal comparto del riscaldamento domestico. Di questo contribuito, la gran parte (più del 98%) è stimata provenire dalla combustione della legna in piccoli apparecchi, che in Regione contribuiscono anche al 65% delle emissioni annue di B(a)P.
Nei mesi invernali il contributo della legna bruciata in ambito domestico contribuisce in modo importante alle emissioni di polveri a livello regionale.
La parte più rilevante delle emissioni derivate dall’uso della legna è da attribuire ai piccoli impianti domestici: ai caminetti aperti, caratterizzati da basse rese energetiche (e il cui utilizzo è spesso legato a ragioni estetiche e ricreative) e alle stufe tradizionali, molto spesso poco efficienti.

Qui la pagina di Arpa che ne parla

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 19 gennaio 2020
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