Nella stamperia del vecchio mulino, dove i libri si fanno a mano

Nel laboratorio di Turro l'associazione Rotte Contrarie realizza volumi stampati e rilegati secondo le tecniche di un tempo

stamperia turro monvalle

Nell’epoca del digitale, dove la carta pian piano sembra sparire, a Monvalle esiste ancora una piccola stamperia che realizza tutti i suoi libri a mano. All’interno del laboratorio nascosto nel mulino di Turro, gli artigiani di “Rotte contrarie” portano avanti l’attività degli stampatori attraverso le tecniche e gli strumenti tipografici tradizionali, proprio come si faceva una volta.

Un lavoro a tutto tondo che parte dalla stampa e termina con la rilegatura.

L’associazione culturale che gestisce la stamperia del mulino di Turro è nata circa un anno fa, ma l’avventura di “Rotte contrarie” era iniziata già qualche tempo prima.

Giancarlo Bianchi, presidente dell’associazione, è stato il primo a dedicarsi alle stampe tradizionali. «Fino a poco tempo fa – racconta Bianchi – ho lavorato come grafico, ma con l’arrivo della crisi nel settore ho deciso di mettere a frutto quello che avevo imparato nella stampa di libri secondo diverse tecniche tradizionali. Per ogni volume diamo molta importanza alla forma, alle immagini e alle decorazioni. I libri che realizziamo sono solitamente scritti da autori, poeti o appassionati di scrittura locali».

stamperia turro monvalle

In occasione della mostra “Libri a km 0“, “Rotte contrarie” esporrà le sue creazioni nella sala consigliare di Leggiuno venerdì 13 marzo alle 21.00. Nel corso della serata si potrà assistere a una dimostrazione di stampa secondo tecniche diverse.

Dalla stampa a caratteri mobili alla serigrafia senza dimenticare la calcografia, la litografia e la xilografia. Nel corso della serata di venerdì gli artigiani di “Rotte contrarie” accompagneranno il pubblico alla scoperta delle tecniche che più hanno influenzato la storia della tipografia. Tecniche antiche di secoli e a volte – secondo alcuni studiosi – di millenni, che continuano però a vivere e dar luce ancora a vere e proprie piccole opere d’arte.

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Pubblicato il 02 marzo 2020
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