Tra i boschi, alla riscoperta del Monastero di Torba

Il complesso monumentale, bene Unesco, riapre nel fine settimana del 22 maggio con visite su prenotazione e spazi da vivere a "ritmo lento"

Generico 2018

A Gornate Olona c’è un luogo davvero unico e questo è il Monastero di Torba. Il bene del FAI-Fondo Ambiente Italiano è pronto a ripartire dopo i mesi di chiusura imposti dopo il lockdown e lo farà venerdì 22 maggio.

Dal fine settimana, il complesso monumentale longobardo, oggi parte di un parco archeologico dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Unesco, tornerà infatti ad essere visitabile dal pubblico in tutti i suoi spazi e con nuovi regolamenti per permettere visite in sicurezza a tutti coloro che vorranno trascorrere ore all’interno del bene del FAI.

Da venerdì 22 maggio infatti, gli ingressi saranno su prenotazione da effettuare sui canali ufficiali del FAI e questo permetterà di evitare assembramenti all’ingresso o durante le visite. Una volta prenotato il proprio posto si potrà effettuare il pagamento, così da evitare la circolazione di contanti. All’interno del Monastero inoltre, sarà possibile trovare percorsi segnalati e gel igienizzante, mentre l’ingresso sarà consentito a coloro che indossano la mascherina (così come vuole il decreto di Regione Lombardia per i luoghi pubblici).

«Siamo contenti di offrire ai visitatori una dimensione come quella del Monastero, legata alla natura e con un grande patrimonio storico e culturale – spiega Simona Gasparini, responsabile del Bene -. Il bene Unesco infatti, può stupire per la sua bellezza e per i suoi spazi e questo periodo può essere l’occasione giusta per scoprirlo. Le visite saranno su prenotazione e contingentate, ma possono anche permettere di vivere il luogo in modo quasi esclusivo e con ritmi più lenti».

Varese 4u Archeo a Castelseprio e Torba

Il Monastero è immerso nei boschi e presenta grandi spazi all’aperto dove è possibile godere della bellezza della natura o dove è possibile sostare dopo aver percorso un tratto della Via Francisca del Lucomagno  o dopo aver visitato il vicino Museo della Colleggiata o il Palazzo dei Castiglioni Monteruzzo.

Il suo interno invece, è una vera e propria immersione nella storia. Roccaforte difensiva nel V secolo d.c., successivamente Torba divenne centro religioso con l’insediamento di un gruppo di monache benedettine che nell’VIII secolo fece costruire il monastero e, più tardi, la piccola chiesa. Per circa sette secoli l’appartata comunità femminile abitò il luogo, consegnandoci come eredità del suo durevole passaggio gli affreschi nella torre, ieratici, dall’aura quasi misteriosa.

Nel Quattrocento le Benedettine si trasferirono e per Torba cominciò un lento declino che portò il complesso a tramutarsi in azienda agricola e, a inizio Ottocento, a perdere la propria funzione religiosa per scivolare gradualmente in uno stato di degrado interrotto solo nel 1976 grazie al FAI.

Oggi questo sito millenario dal passato importante (non a caso inserito nel 2011 nelle liste del Patrimonio dell’Umanità UNESCO) rivive anche alla luce dei continui ritrovamenti di età longobarda, che costituiscono solo una delle sorprese che il Monastero, e il suo territorio ricco di tesori di arte e natura, offrono a chi va alla ricerca di luoghi fuori dai circuiti più noti e frequentati.

Per tutte le informazioni, orari, costi di ingresso e altro è possibile visitare la pagina facebook Monastero di Torba, la pagina Instagram Monastero di Torba o il sito www.monasteroditorba.it 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 maggio 2020
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