Revisione dell’accordo sui frontalieri, i Comuni di frontiera non ci stanno: “Non ora e non così”

In una nota firmata dal presidente Massimo Mastromarino, sindaco di Lavena Ponte Tresa, si esprime un netto disaccordo sull'opportunità di riaprire adesso dibattito e trattative sull'argomento

Lavena Ponte Tresa Dogana

L’Associazione Comuni italiani di frontiera interviene sulla questione della revisione dell’accordo del 1974 tra Italia e Svizzera.

In una nota firmata dal presidente Massimo Mastromarino, sindaco di Lavena Ponte Tresa, si esprime un netto disaccordo sull’opportunità di riaprire adesso dibattito e trattative sull’argomento.

«In relazione a quanto apparso sugli organi di stampa circa la possibile revisione dell’accordo del ‘74 sui ristorni dei frontalieri, questa è la posizione della Associazione Comuni Italiani di Frontiera: inopportunità di compiere qualsiasi riflessione in piena emergenza epidemica; necessità preliminare di ristabilire la libera circolazione delle persone e la completa riapertura dei valichi, come segno di rispetto anche verso i frontalieri; ripresa dei tavoli di discussione non solo sul tema dei ristorni ma in generale sull’economia transfrontaliera solo al termine della pandemia».

L’Associazione ribadisce inoltre “la centralità dei principi sanciti dall’accordo del ‘ 74 nel rispetto del lavoro frontaliere e degli impegni in carico ai Comuni di frontiera».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 maggio 2020
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