“Le scuole comunali dismesse diventino ambulatori”: mozione in consiglio a Varese
A presentare l’iniziativa PD, la consigliera comunale varesina Francesca Ciappina e il collega Alessandro Pepe, con la collaborazione del consigliere regionale Samuele Astuti
«Destiniamo le scuole comunali dismesse ad associazioni di medici per la creazione di poli di medicina territoriale». È questa la proposta targata Partito Democratico su un tema delicato come quello della medicina territoriale. A presentare l’iniziativa, con una mozione presentata in Comune, sono la consigliera comunale varesina Francesca Ciappina e il collega Alessandro Pepe, con la collaborazione del consigliere regionale Samuele Astuti.
«Con questa mozione – spiega Francesca Ciappina, prima firmataria – intendiamo sottoporre all’attenzione del Consiglio Comunale, della Giunta e del Sindaco, una proposta concreta sul tema della medicina territoriale: la recente drammatica esperienza vissuta a causa del Covid 19 ha evidenziato l’importanza di questo settore nell’ ambito socio-sanitario».
«Per incentivare la costituzione di presidi di medicina di prossimità – continua la consigliera – riteniamo utile mettere a disposizione di associazioni di medici di medicina generale gli edifici scolastici dismessi. In questo modo si mira a ridurre il carico delle strutture ospedaliere e a favorire un’ assistenza sanitaria capillare e maggiormente personalizzata nell’interesse dei cittadini».
«Il tema delle Case della Salute – spiega Samuele Astuti – è la risposta più importante per potenziare la medicina di territorio. Da due anni ci battiamo perché si avvii un percorso serio. Non c’è più tempo: una ottima proposta da attuare il prima possibile».
«Questa proposta concreta – conclude Alessandro Pepe, altro firmatario della mozione – è perfettamente in linea con la recente richiesta fatta dal Sindaco: mantenere attivo il presidio sanitario nel quartiere di Calcinate del Pesce. Nella giornata di giovedì, infatti, ho incontrato – insieme a Davide Galimberti – il primo professionista che ha risposto al nostro appello. La nostra volontà è quella di evitare che si perda un presidio estremamente importante per il quartiere: la medicina territoriale deve essere rafforzata non indebolita».
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