Il mito John Lennon, a 40 anni dal suo assassinio

John Lennon fu assassinato l'8 dicembre 1980 a New York. Cos'è rimasto di un'icona che ha segnato per sempre la storia della musica?

the Beatles - John Lennon

Sensibilità, ribellione, solitudine, pacifismo e senso di giustizia civile incarnati in un sol uomo: questo abbiamo perso quando, l’8 dicembre di quarant’anni fa, John Lennon è stato ucciso a sangue freddo da Mark Chapman con un colpo di pistola.

Con quel gesto ha tolto alla storia della musica del secondo Novecento il fondatore della rock band più famosa di sempre e un solista il cui genio musicale molto aveva ancora da dare.

L’infanzia e l’adolescenza a Liverpool

Nato il 9 ottobre del 1940, figlio di un marinaio e di Julia Stanley, ma allevato dalla zia Mimi, nella sua infanzia si possono riconoscere facilmente gli eventi che lo segneranno per sempre e permetteranno alla sua sensibilità di esprimere i propri tormenti grazie alla musica. I due eventi cardine sono l’abbandono della madre, quando Lennon aveva cinque anni, e la sua morte: Julia morì investita da un poliziotto ubriaco, John aveva diciassette anni. Lì la perse per la seconda volta, e per sempre, dopo che i due si erano lentamente riavvicinati ed erano riusciti a ricucire un rapporto madre-figlio.

Lennon adolescente era un teddy boy, ascoltava Elvis Presley, Buddy Holly, Eddie Cochran, Chuck Berry e Little Richard. Tendeva a nascondere e reprimere le sue fragilità dietro una corazza sfrontata molto invisa ai professori. È intelligente, ma non si applica, si leggeva nelle pagelle scolastiche: leggendo quello che John Lennon scrive nell’Anthology sulla sua esperienza a scuola sembra quasi di avere a che fare con il giovane Holden Caufield di Salinger.

La musica arriva nella sua vita tramite gli accordi sul banjo insegnati dalla madre Julia, poi arrivò il momento della chitarra, sempre da autodidatta con risultati alquanto mediocri. «La chitarra va bene come hobby, John, ma non ci ricaverai mai da vivere», l’avvertì prontamente zia Mimi.

La segretaria dei Beatles si racconta: “Ero la ragazza più invidiata degli anni ’60”

La nascita dei The Beatles

I Fab Four hanno il loro nucleo originario già nel 1957, quando il sedicenne John si esibì un giorno a una festa parrocchiale con la sua band, i Quarrymen, e gli venne presentato Paul McCartney, che entrò da subito nel gruppo e con cui – Lennon lo intuì subito – avrebbe dovuto condividere la leadership. McCartney sapeva suonare la chitarra veramente bene, fu lui a insegnare gli accordi veri a Lennon.

Poi fu la volta di George Harrison, che arrivò tramite il nuovo arrivato, anche se Lennon era titubante per la grande differenza d’età e perché sembrava ancora più piccolo di quanto non fosse; Lennon andava al college, studiava arte, mentre gli altri due andavano ancora alle medie. C’era un’altra differenza tra i tre, che riguardava la classe sociale di provenienza: se Lennon era cresciuto nei quartieri residenziali, Harrison e McCartney provenivano da zone i più popolari di Liverpool. Stuart Sutcliffe era il loro batterista, prima dell’entrata di Ringo Starr (dopo il tour ad Amburgo, quando il trio si esibì con Pete Best alla batteria), e insieme a Lennon coniò il nuovo nome del gruppo nel 1960.

I due anni in Germania costituirono per il complesso un fervido periodo di formazione, tra concerti e scrittura di nuovi brani che andavano a rinforzare il loro repertorio musicale; tornati nel Regno Unito, iniziarono a esibirsi al Cavern Club. Fu lì che Brian Epstein, rapito dal loro carisma e da come infervoravano il pubblico, li scoprì e si propose come loro manager.

Il resto è Storia: i primi successi – Love me do e Please please me -, il tour in America, Help!, Revolver, Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, il viaggio in India nel 1968 e la svolta pacifista e psichedelica grazie all’influenza di George Harrison: fin da subito scoppiò una vera e propria Beatlemania, che investiva il mondo musicale e quello della moda.

the Beatles - John Lennon
I Fab Four a Milano, in Piazza Duomo

 La band girò il mondo incantando tantissimi giovani appassionati di musica, arrivando anche in Italia., una sola volta: arrivarono a Milano nel giugno 1965, si esibirono al Velodromo Vigorelli; proseguirono a Genova, al Palazzo dello Sport della Fiera del Mare, il 27 e 28 giugno.

Esibizione all’Ed Sullivan show – 1964

Yoko Ono e la carriera da solista 

John Lennon conobbe Yoko Ono a una mostra d’arte dell’artista giapponese a Londra, nel 1966; iniziarono a frequentarsi tempo dopo e, nel 1969, si sposarono (Lennon aveva divorziato dalla prima moglie, Cynthia Powell, madre di Julian Lennon, poco prima): la loro luna di miele è ricordata da tutti come il Bed-in, una protesta inscenata dalla coppia di neo sposi ad Amsterdam contro la guerra in Vietnam. Nel 1975 nacque Sean Lennon.

Molti fan accusano Ono di essere stata la causa dello scioglimento dei Fab Four, quando, invece, lei arrivò nelle loro vite in un momento in cui tutti e quattro, ormai maturi, stavano prendendo la direzione delle loro carriere soliste: la registrazione di Let it be, nel 1969, fu la prova del nove. Certamente l’introduzione insistente, da parte di Lennon, della moglie durante le prove e in studio di registrazione ha inasprito i rapporti.

L’ultimo album fu Abbey Road; celebre il loro ultimo concerto sul terrazzo degli uffici di Apple, il Rooftop concert, nel gennaio del 1969: una sorta di addio anticipato ai dieci anni di musica insieme. Dopodichè ognuno di loro prese la sua strada, e fiorirono: tutti gli ex Beatle ebbero e hanno intrapreso un percorso musicale autonomo che ha mostrato la loro maturità raggiunta.

Il Rooftop Concert – 30 gennaio 1969

Si può dire che John, Paul, George e Ringo siano musicalmente nati come Fab Four e, poi, maturati come musicisti solisti a tutto tondo.

John Lennon nella sua carriera da solista, durata un decennio soltanto, si interessò sempre di più ai temi sociali e politici: il culmine del suo attivismo probabilmente venne raggiunto con l’album Imagine, nel 1971. Poi fu la volta di Mind games (1973) e del ritiro dalla scena pubblica, che non gli impedì comunque di continuare a dare adito alla propria creatività.

Nel novembre del 1980 uscì Double fantasy, che scalò le classifiche dopo il tragico assassinio di Lennon, l’8 dicembre 1980, mentre stava uscendo dal Record Plant Studios di New York.

Non sapremo mai veramente cosa abbiamo perso quel tragico 8 dicembre di quarant’anni fa, ma una parte dello spirito di Lennon – quella più ribelle, più pacifista e più intensamente devota alla vita – rimarrà sempre parte di tutti noi: grazie alla sua musica, infatti, non sembra affatto che se ne sia andato.

 

10 brani per ricordare John Lennon:

1 Mother

2 Beautiful boy

3 Working class hero

4 Love

5 Stand by me

6 Mind games

7 Power to the people

8 Give peace a chance

9 Watching the wheels

10 Cold turkey

Nicole Erbetti
nicole.erbetti@gmail.com

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Pubblicato il 08 Dicembre 2020
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