L’oro di Federica Cesarini illumina gli Europei di Varese

La 24enne di Bardello, con Valentina Rodini, è la neo-campionessa d'Europa nel doppio pesi leggeri. Oro azzurro anche nel quattro di coppia e nel quattro leggero. La Schiranna si conferma campo di regata di livello assoluto

Una gara tutta di testa, fin dal primo colpo di remo. E pazienza se dietro, ad appena due metri, la Gran Bretagna, l’Olanda, la Romania e perfino l’Irlanda hanno mostrato i muscoli, hanno preso la scia, hanno provato a rimontare. Tutto inutile: impossibile battere quest’oggi Federica Cesarini, neo-campionessa d’Europa sul lago di casa insieme alla cremonese Valentina Rodini, nel doppio pesi leggeri.

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Una medaglia d’oro preparata, voluta, cercata dalla 24enne di Bardello, che da ragazzina (2012) qui vinse un argento continentale da timoniera dell’otto azzurro e che oggi sale sul tetto d’Europa da grande protagonista, ai remi, con un obiettivo ancora più grande all’orizzonte. Le Olimpiadi di Tokyo nelle quali l’atleta cresciuta nella Canottieri Gavirate proverà a conquistare la finale, e poi si vedrà. Intanto, appena scesa a terra, l’abbraccio strettissimo con il fratello Matteo, è una delle immagini simbolo di questi europei. Federica cesarini

«Vincere qui è speciale – spiega dopo aver ormeggiato la barca al pontile, prima ancora di ricevere la medaglia – ma questo è un punto di partenza, non di arrivo. Quello sarà in Giappone» conferma Federica, un “martello” dal punto di vista della determinazione. «Sapevamo di poter fare bene, abbiamo guadagnato qualche metro di margine ma negli ultimi 100-150 metri, contavo le palate che ci mancavano: avevo dolore agli avambracci e ho sofferto un po’ in quegli ultimi colpi di remo, però ho tenuto duro fino al traguardo».

Una gioia, purtroppo, non condivisa dall’altra varesina in una finale di specialità olimpica. Poco prima del doppio di Cesarini-Rodini era infatti toccato a Chiara Ondoli provare a fare risultato con il quattro senza, finito però in sesta e ultima posizione. Non quello che l’angerese aveva sognato alla vigilia: «Prevale un po’ di amarezza per il risultato rispetto alla contentezza per essere entrate in finale. Purtroppo in avvio abbiamo avuto un piccolo problema che ci ha fatto perdere qualche metro dal gruppo; poi abbiamo recuperato su un paio di avversarie ma nel finale siamo ugualmente rimaste seste. Ora pensiamo alla gara di Coppa del Mondo di Zagabria e quindi a Lucerna dove ci sarà in ballo la qualificazione olimpica. Ma ora devo sbollire un po’ di dispiacere».

L’oro di Cesarini-Rodini è probabilmente il risultato più interessante per l’Italia del remo diretta dal d.t. Franco Cattaneo. Una vittoria europea in specialità olimpica è decisamente da tenere in conto in vista di Tokyo, allo stesso modo dell’oro colto – alla grandissima – dal quattro di coppia di Venier, Panizza, Rambaldi, Gentili, dominatori della propria regata davanti a Olanda ed Estonia. Una carta che andrà giocata con attenzione anche ai Giochi. Per il resto il bilancio varesino della nostra nazionale parla di un bell’argento di Lodo e Vicino nel due senza alle spalle dell’imprendibile Croazia dei fratelli Sinkevic, già campioni olimpici; di un meno scintillante bronzo per il doppio leggero Oppo-Ruta, campioni uscenti e… usciti per mano dell’Irlanda di McCarthy e O’Donovan e della Germania, seconda. A completare il bilancio sulle barche olimpiche, l’altro bronzo – positivo – del quattro senza formato da Di Costanzo, Abagnale, Rosetti e Castaldo, con Rosetti al rientro dopo un serio infortunio.

Nelle altre regate, l’Italia raccoglie un oro e due argenti “non olimpici”: vittoria per il quadruplo leggero di Goretti-Vicino-Rocek-Torre, seconda piazza sia per il 2 senza leggero di Mantegazza-Fagioli sia per il singolo PL di Gabriel Soares, pure lui mezzo varesino visto che spesso vive da queste parti. Un bilancio da tenere presente, nel senso che alle spalle dei titolari non mancano atleti importanti in proiezione futura. Da sottolineare infine il quinto posto di Massimo Spolon (Canottieri Gavirate) nel singolo paralimpico e l’ottavo assoluto – secondo in finale B – per Nicolò Carucci, altro alfiere gaviratese impegnato nel giovane doppio con Luca Chiumento. Peccato per l’inciampo in semifinale, ma il futuro è suo.

Gli Europei hanno quindi dato un’altra conferma pesante, quella di Varese come campo di regata di lignaggio assoluto sul panorama mondiale. E questo anche in una giornata dal meteo sfortunato, con la pioggia caduta a lungo – per fortuna non in modo violento – e un freddo pungente a sferzare il lago. L’organizzazione, però, ha retto (dopo aver superato indenne anche il vento dei giorni scorsi, in occasione delle regate europee di qualificazione olimpica) e ha legittimato il ruolo della Schiranna nel mondo del canottaggio internazionale. Sperando che sia la prima e ultima volta di un evento simile senza pubblico.

Damiano Franzetti
damiano.franzetti@varesenews.it

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Pubblicato il 11 Aprile 2021
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