Arrestato il boss della camorra Valentino Gionta. Era dalla madre a Cardano al Campo

Per anni la città è stata una base operativa del traffico di droga grazie ad uomini legati al clan. L'arresto nell'ambito di un'operazione ampia della Dda di Salerno

carabinieri

Droga che si muoveva persino nelle ambulanze per farla arrivare nelle principali piazze di spaccio controllate dalla camorra che ha subito un duro colpo dopo gli arresti di questa notte coordinati dalla direzione distrettuale antimafia di Salerno: in manette 56 persone accusate di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione abusiva di armi clandestine.

E i mezzi di trasporto hanno avuto un ruolo fondamentale per far scattare le manette ad alcuni degli indagati che portano nomi eccellenti, proprio come Valentino Gionta classe 1983 (nipote dell’omonimo classe 1953, a sua volta storica figura apicale del clan di camorra) arrestato dai carabinieri del reparto operativo di Varese che stavano controllando i suoi spostamenti. Gionta era in visita dalla madre a Cardano al Campo: i carabinieri l’hanno seguito fino a Milano in un ristorante per poi arrestarlo.

Con lui in manette sono finiti altri appartenenti al clan di camorra con esponenti delle famiglie storiche della criminalità organizzata campana. Un tipo di organizzazione criminale che già in passato aveva fatto parlare di sè proprio nella zona di Cardano al Campo dove era operativa una vera e propria base per il traffico e lo spaccio di stupefacenti, poi smantellato dalla Procura della repubblica nel 2012.

Smantellate le basi della camorra di Torre Annunziata al nord

Eccezionali precauzioni caratterizzavano le modalità operative e la disciplina delle comunicazioni tra gli affiliati proprio per eludere l’attenzione degli organi di polizia (niente telefono e riservando le indispensabili comunicazioni a distanza a canali telematici criptati).

Il giro d’affari legato allo spaccio di droga era di milioni e le consegne dello stupefacente erano effettuate con diversi espedienti, tra cui “il reiterato ricorso all’uso dell’ambulanza quale mezzo sicuro per effettuare i trasporti di droga per conto del sodalizio, atteso che uno dei partecipi all’organizzazione, autista professionale di tale tipologia di mezzi (posto oggi agli arresti domiciliari), veniva appositamente utilizzato quale corriere e in effetti si recava ad effettuare consegne di grosse partite di stupefacenti portando a bordo anche gli ignari ammalati (in un caso persona dializzata), effettivamente bisognosi di assistenza”, scrivono i magistrati di Salerno.

L’operazione, denominata “Delizia” (dall’attività commerciale, “delicious”, di proprietà del capo promotore del sodalizio e della consorte, vera e propria base logistica per le condotte criminose), ha visto impegnati oltre 350 Carabinieri supportati da elicotteri, unità cinofile e squadre dell’organizzazione mobile e si è svolta nelle province di Salerno e Napoli; ha previsto, altresì, oltre all’esecuzione delle misure cautelari, numerose perquisizioni personali e locali a carico degli arrestati e di altri soggetti indagati in stato di libertà nell’ambito della medesima indagine.

Dei 56 soggetti arrestati, 35 erano sottoposti a custodia in carcere e gli altri collocati agli arresti domiciliari, tutti a vario titolo indagati.

Il provvedimento eseguito si basa sulle risultanze di un’articolata attività investigativa condotta su delega della Procura Distrettuale di Salerno, a partire dal mese di settembre 2020, dalla Tenenza Carabinieri di Pagani (supportata dal Reparto Territoriale di Nocera Inferiore) nei confronti di un’organizzazione dedita al commercio, all’ingrosso e al dettaglio, di notevoli quantitativi di sostanze stupefacenti (soprattutto cocaina, crack e hashish) sia nei comuni dell’Agro nocerinosarnese, che in numerosi altri comuni dalla provincia tra cui Cava de’ Tirreni, Amalfi, Battipaglia, Eboli ed altri minori.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 23 Settembre 2021
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