“Quelle isole salva pedoni che a Varese creano lunghe code”

La lettera di Daniele, un giovane studente varesino: "La sicurezza per i ciclisti pendolari e sportivi e i pedoni a Varese è diventata una pura utopia"

Code Varese

Buongiorno,
Mi chiamo Daniele Pozzi, sono uno studente della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Da Varesino voglio condividere con voi queste righe su alcuni esempi delle isole salva pedoni realizzate dell’amministrazione comunale uscente.
Ringrazio anticipatamente per l’attenzione e per il vostro tempo.

A Varese la viabilità e i tempi di percorrenza sono migliorati? Assolutamente NO! E la cosa preoccupante è che l’amministrazione comunale uscente ne è pienamente responsabile. Una giunta, che nonostante tutto, si è sempre definita eco-friendly e attenta al verde, ma molte delle loro scelte si sono rivelate sbagliate e hanno prodotto effetti contrari alle aspettative.

Il biglietto da visita di Galimberti, dopo cinque anni di amministrazione, è quello di una città nella quale s’incentiva l’utilizzo della bicicletta, ma le condizioni delle strade, sia principali che secondarie, sono in uno stato a dir poco imbarazzante. La sicurezza per i ciclisti pendolari e sportivi e i pedoni a Varese è diventata una pura utopia. Molti potrebbero pensare che questo non sia vero; perché sono state realizzate delle sorti di piste ciclabili e diverse isole salva pedoni. Ma in nome di un’idea politica poco chiara e costosa, queste strutture sono state spesso realizzate in posizioni poco idonee e per niente sicure, almeno per gli automobilisti.

Uno degli attraversamenti pedonali più discussi è stato quello sul Viale Borri, in prossimità del rione di Bizzozero, dove i cittadini hanno prontamente sollevato ed esposto le criticata senza mai essere veramente ascoltati. In quei pochi metri accade che l’isola di traffico va a restringe (quasi al minimo consentito dalla legge) la larghezza delle due corsie; la curva su cui è costruita è troppo stretta e con una ridotta visibilità; il tratto è difficile da percorrere per i camion e i per i mezzi pesanti; e a distanza di mesi è ancora mal segnalata (il cartello è posto dietro a uno schermo luminoso che lo nasconde dalla vista degli automobilisti). Questa isola “salva” pedoni è talmente sicura, che ancor prima che finissero i lavori per la sua realizzazione, una macchina ci si era ribaltata! Per fortuna che la signora non si era fatta nulla, perché nel frattempo la giunta è molto contenta per la sua nuova e strategica opera ingegneristica!

Code Varese

Ma dal mio punto di vista, l’isola salva pedoni, più aberrante è quella davanti all’ospedale di Circolo. Potrà anche salvare delle vite umane, ma nelle ultime settimane ha sicuramente contribuito ad uccidere un’altra fondamentale: quella del Pianeta. Ebbene sì, perché da quando è stata costruita, il Viale Borri, arteria stradale di questa città, è caratterizzato da una perenne colonna di auto ferme in coda per 1,6 chilometri. Vetture che continuano inevitabilmente ad emettere grandi quantità di CO2 nell’ambiente andando ad impattare sulla qualità dell’aria, soprattutto negli imminenti mesi invernali quando si raggiungeranno livelli d’inquinamento preoccupanti. Che la causa di tutto questo sia quell’attraversamento pedonale è innegabile. Perché la maggior parte delle auto in colonna non proseguono diritto per il centro, ma vogliono svoltare a sinistra per imboccare la via Gasparotto. L’isola salva pedoni ha ridotto lo spazio di manovra e la lunghezza della corsia di svolta e i tempi semaforici non sono stati adeguati. La situazione è così da settimane e le code si formano in qualsiasi orario. 

Galimberti si è giustificato dicendo che la situazione migliorerà quando il progetto di Largo Flaviano verrà ultimato, ma questo, di certo, non avverrà in pochi giorni, settimane o mesi.

Per il momento, e solo per il momento, mi limito a raccontarvi questi due esempi ma ce ne sarebbero tanti tanti altri.
Viva la coda varesina poco green!

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 22 Settembre 2021
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Commenti

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  1. Ettore Schioppa
    Scritto da Ettore Schioppa

    Pensavo fossero le auto e gli automobilisti che rispettano limiti e le usano con moderazione, ad inquinare, occupate spazio e rappresentare un pericolo. https://www.varesenews.it/2020/10/due-anni-linvestimento-mortale-davanti-alla-parini-varese-arriva-salvapedoni/972255/

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