Epifania all’insegna dello shopping, partiti i saldi invernali

Secondo le stime dell'Ufficio Studi Confcommercio, anche quest’anno lo shopping dei saldi interessa oltre 15 milioni di famiglie italiane e ogni persona spenderà circa 119 euro

Saldi invernali 2021 a Varese

I saldi partono oggi, mercoledì 5 gennaio, ma la frenesia da acquisti, per ora, non c’è. Colpa con molta probabilità della pandemia che sta tenendo chiusi in casa oltre cinquantamila persone e della scarsa disponibilità economica di molte famiglie.  Secondo le stime dell’Ufficio Studi Confcommercio, anche quest’anno lo shopping dei saldi interessa oltre 15 milioni di famiglie italiane e ogni persona spenderà circa 119 euro, per un giro di affari di 4,2 miliardi di euro.

Mai come oggi però entra in gioco il famoso “pollo di Trilussa” per cui qualcuno non può permettersi di acquistare (e mangiare) un pollo ma, in termini statistici, risulta comunque “titolare” di un pollo perché qualcuno se ne può permettere due. I 119 euro a testa sono quindi molto relativi e, come spesso accade, qualcuno potrà spendere di più a fronte di chi invece stringerà la cinghia.

Ci sono sessanta giorni di tempo per cercare di fare affari: i saldi invernali  termineranno sabato 5 marzo.

LE REGOLE

I commercianti hanno l’obbligo di esporre, accanto al prodotto, il prezzo iniziale e la percentuale dello sconto o del ribasso. E’ invece facoltativa l’indicazione del prezzo di vendita conseguente allo sconto o ribasso.

L’operatore commerciale ha l’obbligo di fornire informazioni veritiere in merito agli sconti praticati sia nelle comunicazioni pubblicitarie (che, anche graficamente, non devono essere presentate in modo ingannevole per il consumatore) sia nelle indicazioni dei prezzi nei locali di vendita. Non può inoltre indicare prezzi ulteriori e diversi e deve essere in grado di dimostrare agli organi di controllo la veridicità delle informazioni relative al prodotto.

I prodotti in saldo devono essere separati da quelli eventualmente posti in vendita a prezzo normale (se ciò non è possibile, cartelli o altri mezzi devono fornire al consumatore informazioni inequivocabili e non ingannevoli).

Se il prodotto risulta difettoso, il consumatore può richiedere la sostituzione dell’articolo stesso o il rimborso del prezzo pagato dietro presentazione dello scontrino, che occorre quindi conservare.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 05 Gennaio 2022
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