La deep e tropical house di Augustkid. “La mia musica nasce da tutto il mondo”

Originario della zona di Malpensa, nel periodo del lockdown ha iniziato a scrivere e produrre da solo e nell'ultimo anno con artisti francesi e africani

Generico 20 Jun 2022

Canzoni per ballare l’estate, un viaggio in musica che parte dai boschi della Valle D’Aosta, passa dalla Francia, arriva nell’Africa dei Masai.
È l’estate di Augustkid («scritto tutto in maiuscolo»), 25enne che sta sfornando nuovi pezzi deep e tropical house con seguito crescente in giro per il mondo. «La deep house e la tropical house sono generi molto ascoltati in Olanda e Germania, tanto che la città con più ascolti dei miei pezzi è Amsterdam» ci racconta durante una chiacchierata.

Nato nel 1996 a Ferno, un paesino vicino all’aeroporto di Malpensa, Augustkid – il cui vero nome è Andrea Bratti ha iniziato a scrivere nel 2015, neppure ventenne. «Lo facevo in duo con un amico, ma sentivo di aver bisogno di più controllo. Nel corso del lockdown ho iniziato a produrre al 100% da solo, ho prodotto trenta-quaranta demo. Verso ottobre 2021 stavo parlando con un artista francese che ho sempre amato e che voleva passare al lato manageriale. Gli sono piaciute le demo e ho accettato subito».

«La prima canzone – My Darling – con un produttore italiano, Junerule, è uscita al 31 dicembre 2021, mi ha sconvolto in positivo l’effetto che ha avuto».
Nel mondo della musica digitale oggi le collaborazioni viaggiano a migliaia di chilometri di distanza e in tempi rapidissimi. Non ci sono più le fanzine e i festival non sono più l’unico luogo di scambio. «Don’t cry è la seconda canzone uscita, nata dall’incontro con due artisti africani, Lucien come produttore e Moise come cantante. Sono dell’Uganda».

Come nasce una canzone tra l’Italia e l’Uganda?
«L’estate scorsa lavoravo come cameriere in albergo in Valle d’Aosta, un giorno dopo aver staccato sono andato davanti a una enorme cascata, ho ritirato fuori il computer, ho riscoperto una traccia del 2020 e l’ho rifatta completamente. Lucien ha lavorato sul pezzo, ha trovato poi Moise per il cantato. È il mio pezzo preferito: ha un tipo di progressione delle drums che ha in un certo senso consacrato il mio stile di produzione e che poi avrei usato anche nelle tracce successive».

Ride con gli occhi, Augustkid, mentre racconta gli incontri inattesi e la fortuna che sente lo sta seguendo. «La cosa bella è che io sono fan di tutti quelli con cui sto lavorando, è piuttosto strano». Tutto con connessioni digitali che mettono insieme luoghi e persone diverse: «Il brano With You per esempio è stato masterizzato e mixato in Francia, per l’etichetta olandese Soave, contiene canti Masai, la voce è americana, quella di Jeffrey James. Una canzone figlia del mondo».

Traiettorie inattese per un 25enne nato in provincia (ma esiste ancora la provincia, nel mondo digitale?), laureato in Beni culturali dopo un anno di Lettere, appassionato di calcio e fumetti.
Riferimenti musicali? «Il mio Dj preferito è DeadMau5, ma poi per il resto io ascolto di tutto. Mi piacciono molto gli Oasis, ascolto l’indie italiano perché come produzioni strumentali le sento molto vicine a quel che produco.
I suoi pezzi fanno 130mila ascoltatori mensili, «a maggio ho toccato un milione di ascolti complessivi su cinque canzoni».

Gli ascolti singoli son quel che contano, l’unità di misura individualissima: «Ma i numeri di una canzone non sono la cosa più importante. Una volta che sei nel giro devi rimanere sull’onda. La mia idea è far uscire una canzone al mese fino a fine anno, infatti ho già pronte canzoni per luglio e agosto. A settembre uscirà la mia prima cover, Coastline di Hollow Coves: canterà sempre Moise, in collaborazione con il mio manager, Lu2vyk, di cui ero grande fan da cinque anni. Sono molto soddisfatto del risultato finale, perchè realizzare una cover è sempre stato un mio obiettivo, perché vedere il tuo stile su qualcosa che già esiste ti permette di mostrare al meglio le tue abilità».

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

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Pubblicato il 22 Giugno 2022
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