Picchia un passeggero a Malpensa per rubargli il portafoglio. Condannato a 1 anno e 8 mesi
Il fatto è accaduto lunedì mattina. Un senza fissa dimora ha aggredito un passeggero scelto a caso che si accingeva a partire per le vacanze
Pugni in faccia per rubare il portafoglio ad un passeggero in partenza dall’aeroporto di Malpensa. Il povero viaggiatore è stato bloccato dal collo e preso a pugni ripetutamente mentre il rapinatore, un nigeriano senza tetto di 33 anni, cercava di sottrargli il portafoglio. Il tentativo di rapina si è consumato alle 7 del mattino di ieri, lunedì, all’esterno della porta 15 delle partenze del terminal 1.
L’aggressore non si è fermato neanche davanti all’intervento di altri passeggeri e per circa 5 minuti si è accanito sul povero viaggiatore fino a quando non è riuscito a ripararsi tra le porte scorrevoli. Nnel contempo sono intervenuti gli agenti della Polizia di Frontiera dell’aeroporto che lo hanno raggiunto mentre vagava tra gli ampi spazi dello scalo aereo, identificato e arrestato per tentata rapina.
Il passeggero ha poi proseguito il viaggio senza farsi refertare mentre per il nigeriano è scattato il processo con rito direttissimo che si è svolto questa mattina in tribunale a Busto Arsizio.
Al giudice ha provato a negare l’addebito ma, messo davanti all’evidenza dei fatti ripresi dall’occhio di una telecamera, ha dato due versioni diverse dell’accaduto: «Mi doveva 50 mila euro e ho cercato di riprendermeli», poi ha detto di averlo fatto perchè non mangiava da giorni.
Il pm d’aula Nicoletta Matricardi ha chiesto e ottenuto per lui una pena di 1 anno e 8 mesi di reclusione mentre il difensore Domenico Costantino ha messo in evidenza la fragilità psichiatrica del soggetto sia per l’atteggiamento assunto al momento dell’aggressione (violento e fuori controllo) sia per quello mostrato in aula (testa bassa e rifiuto di rispondere ad alcune normali domande oltre che a comunicare con lo stesso difensore).
Per questo ha anche chiesto e ottenuto un rinvio per poter inoltrare la richiesta di una pena sostitutiva per l’uomo che è regolare in Italia con un permesso di protezione internazionale e, fino alla condanna di oggi, incensurato. Almeno fino alla prossima udienza del 27 ottobre non sarà in libertà in quanto è stata concessa la custodia cautelare in carcere.
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