Martedì 5 dicembre sciopero degli infermieri. A rischio 30mila interventi chirurgici
in Italia mancano 170mila infermieri e non vengono stanziate risorse sufficienti per i rinnovi contrattuali. Manifestazioni in cinque città d'Italia
Martedì 5 dicembre gli infermieri e il personale sanitario incroceranno le braccia. A rischio milioni di prestazioni assistenziali, oltre a quelle legate alle specificità professionali coinvolte nell’astensione. Per il comparto, può aderire tutto il personale sanitario non medico, afferente alle qualifiche contrattuali del comparto della sanità, operanti nelle Asl, nelle aziende ospedaliere e negli enti della sanità pubblica italiana.
Sono 6 le principali ragioni della protesta, verso l’ipotesi di legge di bilancio 2024, dei professionisti sanitari infermieri, ostetriche e professioni sanitarie ex legge n 43/2006. La prima riguarda le assunzioni di personale. In Italia mancano infatti ben 170 mila infermieri. C’è poi una questione legata alla detassazione dello stipendio, non solo del lavoro straordinario. A cui si aggiunge l’insufficienza delle risorse per i rinnovi contrattuali, con specifica finalizzazione della parte destinata alle indennità specifiche infermieristiche e delle altre professioni sanitarie. E ancora, cancellazione dei tagli alle pensioni, l’Individuazione di un’area contrattuale autonoma per gli infermieri ed il personale sanitario ex legge n 43/2006. Infine, la rivisitazione dei modelli organizzativi in ottica di integrazione e valorizzazione delle competenze.
In occasione dello sciopero si svolgeranno manifestazioni in tutta Italia. I leader delle associazioni parteciperanno al sit-in previsto a Roma in Piazza SS Apostoli alle ore 11.30. Ecco la mappa delle manifestazioni organizzate dal Nursing Up che debbono ancora svolgersi.
Martedì 5 dicembre si svolgeranno manifestazioni a Roma (Piazza SS. Apostoli ore 11.30), Venezia (Sestiere di San Marco ore 10.30), Sondrio (davanti alla Prefettura ore 10.30) e Benevento (davanti alla Prefettura ore 10.30). Mercoledì 6 dicembre sarà la volta di Terni (davanti alla Prefettura ore 10.30) Sono 1,5 milioni le prestazioni sanitarie che potrebbero saltare per lo sciopero nazionale di 24 ore dei medici, dirigenti sanitari e degli infermieri indetto. A rischio tutti i servizi, compresi gli esami di laboratorio, gli interventi chirurgici (circa 30mila quelli programmati che potrebbero essere rinviati), le visite specialistiche (180 mila) e gli esami radiografici (50mila). Saranno in ogni caso garantite le prestazioni d’urgenza.
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