Luigi Busà: «Il karate non ha età. E neanche i sogni»
Il campione olimpico di Tokyo ha emozionato il pubblico di Busto Arsizio. «Incontrare i bambini e i ragazzi è l'emozione più grande». Il siparietto con l'80enne karateka Gabriella

Karateka nato nel 1987, specializzato nel kumite, capace di vincere tutto: campione italiano assoluto dal 2006 al 2018, otto titoli europei tra U21 e categoria seniores, tre titoli mondiali. Su tutto, lo storico oro olimpico conquistato a Tokyo 2020. Luigi Busà – tornato da poco dai Giochi Olimpici di Parigi dove è stato ambassador – è stato ospite giovedì 5 settembre a SportivaMente, il festival dei libri sportivi di Busto Arsizio organizzato dall’Associazione Culturale Territori.
La serata – che si è tenuta in biblioteca – ha fatto il tutto esaurito. Tanto il pubblico accorso per ascoltare il racconto di una carriera ricca di vittorie iniziata da bimbo, quando a tre anni e mezzo Busà già frequentava la palestra di famiglia. Il campione si è però soffermato anche su quello che lo sport gli ha dato fuori dal tatami: «Mi ha salvato la vita», ha detto.
Gli allenamenti lo hanno tolto da possibili cattive frequentazioni, aiutandolo a capire che è solo con fatica e perseveranza che è possibile affrontare le piccole e grandi sfide quotidiane. Ma il karate non diventa una palestra di vita solo quando lo si pratica da giovani: ad applaudire il campione, animati dalla stessa grinta e dalla voglia di vivere al massimo, c’erano anche persone over 60 che hanno conosciuto lo sport da adulti. Il momento forse più emozionante della serata è stato quando Gabriella, karateka 80enne del Csk, si è fatta autografare la maglietta, prima di un grande abbraccio.
Luigi Busà oggi incontra tanti bambini e ragazzi in giro per l’Italia: «È stupendo, è l’emozione più grande. Con loro sono me stesso e mostro non medaglie e vittorie, ma le fragilità, spiegando che dobbiamo riuscire ad accettarle: anche queste ci serviranno per ottenere grandi obiettivi nella vita». Incontrare gli adulti, però, non è poi così diverso, quando l’obiettivo è «trasmettere l’importanza della pratica del karate, a prescindere dal diventare campione. Lo sport qualcosa che ti dà sempre gioia ed equilibrio».
Quando si inizia a sognare in grande non si smette mai. Lo ha precisato lo stesso atleta in un post su Instagram, in cui ha pubblicato la foto con Gabriella e la frase: «Nonna Gabriella a 80 anni ha iniziato a praticare il karate. Grazie Busto Arsizio per le belle emozioni, il karate non ha età e nemmeno i sogni». Tra gli obiettivi futuri, oltre a quello di migliorarsi ogni giorno, Busà rivela di voler diventare un giorno presidente del Coni. Ce la farà? «Quando dicevo che volevo vincere le Olimpiadi mi prendevano per matto, e invece…».
Nel breve periodo una cosa però è certa: il karateka olimpico tornerà a Busto Arsizio, sempre nell’ambito di SportivaMente, per tenere una lezione aperta a tutti, grandi e piccoli, per innamorarsi di questo sport. Una missione che è la stessa di Csk, associazione sportiva affiliata a Uisp, con il vulcanico responsabile tecnico Paolo Busacca.
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