Il consiglio comunale ha deciso all’unanimità: Varese ricorderà la prima vittima varesina del terrorismo anni ’70
Vittorio Brusa, fiorista, ucciso da una bomba piazzata negli anni del terrorismo, avrà un ricordo in piazzale Kennedy, il luogo dove è morto: la mozione della consigliera Luisa Oprandi è stata votata favorevolmente da tutti i 27 presenti

Il consiglio comunale unito ha deciso, votando all’unanimità la mozione presentata dalla consigliera Luisa Oprandi, di riportare alla memoria il nome di una delle prime vittime del buio periodo delle stragi negli anni ’70 del secolo scorso: Vittorio Brusa, fioraio con bancarella in piazzale Kennedy, morto a causa di un ordigno esploso accanto al suo luogo di lavoro, la cui storia è rimasta sotto traccia per decenni.
Il giorno della bomba a Varese, che uccise il fioraio Brusa. “Non eravamo nessuno”
La mozione era già stata annunciata dalla consigliera Luisa Oprandi durante le dichiarazioni di apertura della seduta del 25 giugno nella quale un’altra mozione della consigliera era stata approvata all’unanimità in ricordo di un varesino: quella che prevede uno spazio alla memoria di Ovidio Cazzola da poco scomparso.
«Quest’anno sono 50 anni da che, il 28 marzo del 1974, in piazzale Maspero (poi Piazzale Kennedy) il signor Vittorio Brusa morì alle 7.40 per causa di un ordigno che ha anche gravemente ferito la moglie Augusta Comi – aveva precisato in quella seduta – Il signor Brusa era un semplice cittadino, un casbenatt che stava vendendo i fiori nell’area del mercato: ma il suo sacrificio ha salvato la vita di molti altri. La città di Varese non lo ha mai ricordato né ha voluto toccare quell’episodio che fa parte della strategia della tensione di quegli anni, e perciò chiedo che sia intitolato alla sua memoria uno spazio in prossimità di quello che era ex mercato».
«Per molto tempo il suo sacrificio è stato dimenticato, anche se tanti di noi si ricordano benissimo quel fatto – ha sottolineato la consigliera Oprandi nella seduta del 19 novembre – Non ho avuto contatti con la famiglia, ma credo che se qualcuno ha la possibilità di chiamare il figlio potremmo non dimenticare questa vittima di uno dei primi attentati stragisti d’Italia».
Fin da subito il consiglio ha mostrato l’adesione a questo ricordo: ad annunciare per prima il voto favorevole è stata la capogruppo della Lega Barbara Bison, poi il consigliere del gruppo misto Luca Paris, poi il capogruppo di Fratelli d’Italia Salvatore Giordano, e infine la consigliera Manuela Lozza, segno di una sensibilità molto ampliata rispetto a quei tempi, quando i giornali dell’epoca scrissero semplicemente “E’ morto un fioraio”, come ha ricordato Bison.
La votazione è passata a totale unanimità dei 27 consiglieri presenti al voto.
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