A Luino Furio Artoni mette sul piatto la crisi del lavoro: “Occorre una politica industriale”
Il capogruppo di minoranza evidenzia come sia indispensabile un intervento dello Stato all’interno delle grandi aziende, con una partecipazione diretta sia dei lavoratori

La crisi del lavoro nella provincia rischia di assumere proporzioni drammatiche, con l’annuncio di licenziamenti che potrebbero arrivare a coinvolgere fino a seimila lavoratori. Un effetto domino che avrebbe ripercussioni devastanti sull’intero territorio, già segnato dalla difficoltà di molte aziende locali.
Secondo l’avvocato Furio Artoni, rappresentante del gruppo consiliare Azione civica per Luino e Frazioni, non basta opporsi ai licenziamenti: «Serve una politica industriale che dia indicazioni chiare e segua scelte mirate per il territorio. La mozione che il mio gruppo ha presentato, con proposte come la defiscalizzazione delle imprese e il taglio del cuneo fiscale, rappresenta solo un primo passo».
Artoni evidenzia come sia indispensabile un intervento dello Stato all’interno delle grandi aziende, con una partecipazione diretta sia dei lavoratori che di manager competenti, selezionati al di fuori delle logiche partitiche. «La nostra Costituzione prevede la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese – spiega – ed è necessario che lo Stato si impegni per una rinascita delle attività manifatturiere e industriali di grandi dimensioni».
Il riferimento alla crisi della Beko, che si sta propagando anche verso realtà come Luino, mette in evidenza la necessità di interventi su scala nazionale. Artoni insiste sulla necessità di contrastare il comportamento predatorio delle multinazionali, trasformandole in partner per il territorio attraverso incentivi, ricerca e sviluppo.
La mozione, depositata in Comune a Luino, sarà discussa durante il prossimo consiglio comunale. Tra le proposte chiave si evidenzia l’incentivazione della ricerca e il coinvolgimento dei giovani e delle scuole, per costruire un sistema produttivo che veda l’Italia non come una preda ma come un punto di riferimento nel panorama internazionale.
L’appello è chiaro: servono scelte politiche di ampio respiro che mettano al centro lo sviluppo industriale, il lavoro e la valorizzazione del capitale umano.
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