Il sindaco di Brenta e l’infinita battaglia contro i rifiuti: “Educare, sorvegliare e agire”
La ricetta di Ballardin: “Dobbiamo non assistere passivamente e procedere ad un’organizzazione concreta delle azioni che sappia mettere in atto politiche amministrative generali capaci di contrastare il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti quale elemento condiviso"

Una battaglia, più che un pallino personale, per un amministratore diventa un tema di tutti, che molti possono sposare per preservare un patrimonio fatto di natura, paesaggio e buon vivere. Per questo il sindaco di Brenta Gianpiero Ballardin torna su di un tema a lui caro: la lotta contro l’abbandono dei rifiuti. Una campagna di sensibilizzazione che l’amministratore promuove con gli strumenti che ha a disposizione, fra cui la condivisione di un problema e la ricerca di una soluzione comune.
SE AMI TANTO IL TERRITORIO E LE SUE BELLEZZE PERCHÉ LO USI COME FOSSE UNA PATTUMIERA???
Tutte le persone che percorrono le strade dei nostri territori hanno potuto constatare come gli spazi che separano l’asfalto dai bordi strada o dal verde della campagna, sono pieni di rifiuti. In particolare, ogni due, massimo tre metri, sul ciglio della strada si possono trovare: bottiglie vuote di plastica con il marchio di note aziende che distribuiscono acqua minerale, o di vetro per le birre, o lattine di bibite, confezioni da merendina, pacchetti di sigarette buttati. Gesti compiuti da persone che definire incivili è semplicemente offensivo per l’intelligenza umana. Nel guardare tanto sporco, viene da domandarsi, perché noi italiani che dovremmo amare così tanto la nostra bella terra, la riduciamo in una pattumiera? Uno dei rifiuti che viene maggiormente gettato è sicuramente il mozzicone della sigaretta, che non solo viene lanciato dal finestrino o buttato per terra, ma quando lo si fa, spesso è quasi sempre acceso, con la conseguenza di poter rappresentare, soprattutto quando il lancio viene effettuato in aperta campagna e in periodi propizi al fuoco, un pericolo di incendio. La nostra esperienza ci porta a verificare che il fenomeno dell’abbandono di rifiuti, se non viene efficacemente e immediatamente contrastato, genera ulteriori lasciti, innescando un perverso meccanismo di contaminazione in negativo generando in quel luogo altri elementi di accumulo dei rifiuti innescando il meccanismo delle discariche a cielo aperto. Non si dica che noi non c’entriamo niente o che è colpa degli altri, perché purtroppo, i rifiuti buttati sul bordo delle strade, sono talmente tanti e di molteplice natura che sono sicuramente in numero maggiore rispetto alle vetture che ci passano; quindi, la risposta è una conseguenza inevitabile: L’INCIVILTÀ REGNA SOVRANA! Si dice spesso che la maleducazione e l’inciviltà sia figlia dell’ignoranza, ma io non credo che nell’Italia, che ha un buon tasso di istruzione, questo perverso meccanismo possa essere vero ma che riguardi certamente anche coloro che furbescamente pensano di essere intelligenti. Quotidianamente ci poniamo come amministratori, anche se nel nostro limite di dimensione, il problema di come contrastare questo complesso fenomeno che però senza un ragionamento collettivo e una comune strategia, lo abbiamo visto in tutti questi anni, non può trovare soluzione.
LE STRATEGIE
Ognuno di noi usa strategie diverse: dalla minaccia di sanzioni, che trovano difficoltà per molte ragioni nella loro applicazione pratica; nell’installazione o nel potenziamento dei sistemi di video sorveglianza attraverso telecamere, che non riescono a controllare tutto il territorio e che richiedono, dove e quando possibile, indicazioni precise per un eventuale verifica da parte degli Agenti di Polizia Municipale; al posizionamento delle fototrappole, che necessitano di un’attenzione particolare nella condizione di utilizzo e di controllo, in quanto bisogna avere a disposizione del personale dedicato e una condizione di avviso della condizione temporale dell’abbandono. Allo stesso modo bisogna considerare che la video sorveglianza con foto trappole deve però essere organizzata e gestita con particolare attenzione al tema del rispetto della privacy dei cittadini, poiché vi è la necessità di rispettare la complessa normativa vigente; dall’installazione di avvisi, distribuzione di volantini, installazione di specifica segnaletica, indicazioni di un funzionale aiuto al corretto conferimento, al posizionamento di immagini che cercano di indurre l’automobilista a non abbandonare i rifiuti e che, come tutta la segnaletica posizionata nelle rotonde, viene puntualmente distrutta da coloro che: guardando il cellulare, avendo un tasso alcolico elevato o una velocità sostenuta non presta attenzione e non denuncia il danno che determina continui costi a carico della collettività.
COSA DOBBIAMO FARE?
Sicuramente ringraziare tutti quei volontari che si organizzano, mettendo a disposizione il loro tempo, per raccogliere i rifiuti abbandonati sulle nostre strade, anche se subito dopo il loro passaggio ed in breve tempo le strade e i luoghi appena puliti si riempiono nuovamente di sacchi, sacchetti e porcherie varie abbandonate dai lanci dei finestrini delle autovetture di transito ma anche da chi non presta la necessaria attenzione, pur avendo un incarico specifico, alla condizione della raccolta in quanto carica troppo i furgoni o non mette in atto tutte quelle azioni previste nella condizione di appalto necessarie per evitare che carta, plastica e sacchetti vari vengano persi lungo le strade determinando ulteriori condizioni di degrado e sporcizia. Poi necessariamente dobbiamo non assistere passivamente e procedere ad un’organizzazione concreta delle azioni che sappia mettere in atto politiche amministrative generali capaci di contrastare il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti quale elemento condiviso. Queste azioni, che necessariamente devono essere sinergiche, capaci di rappresentare le esigenze di tutte le comunità e una tutela diffusa del territorio, quale bisogno generale, prioritario e di comune intenti per tutte le amministrazioni in grado, nelle sue concrete e fattibili soluzioni, di produrre suggerimenti per gli altri soggetti istituzionali quali: imprese appaltatrici, Comuni, la Provincia ed Anas, quali gestori delle strade oggi poco presenti, nelle azioni di contrasto verso l’abbandono, la cura ed il decoro di quanto di loro competenza. Dobbiamo coinvolgere in maniera diffusa i mezzi di comunicazione territoriali, i social in un dibattito costruttivo e informativo, evitando il “pettegolezzo da comare”, predisponendo una politica formativa che sappia in maniera continuativa coinvolgere le scuole di ogni ordine e grado, cittadinanza, opinione pubblica, promuovendo campagne annuali e mezzi di stimolo, anche innovativi, capaci di coinvolgere e sensibilizzare sul tema tutto il territorio.
CE LA POSSIAMO FARE
Nella condizione che ognuno di noi si impegni per il raggiungimento di questo obiettivo lavorando assieme ed evitando la ricerca di una medaglia individuale che possa gratificare il singolo. Personalmente sono convinto che quando si riuniscono “persone intelligenti”, che hanno a cuore lo stesso problema e che vedono le cose attraverso la lente della propria esperienza, si possano trovare le necessarie contromisure da adottare contro l’inciviltà ed il menefreghismo che tanti danni oggi producono all’ambiente e ad una visione positiva della cura, in una prospettiva di uno sviluppo sostenibile e rispettoso delle bellezze e dell’immagine, del nostro territorio. Il futuro dipende da ciò che tutti noi riusciamo a fare o a costruire nel presente.
Il Sindaco del comune di Brenta Gianpietro Ballardin
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