“Sentimento Reciproco”: Marco Male e il rap “senza età e senza tempo”

Un viaggio tra passato e presente: la rinascita di Marco Male con "Sentimento Reciproco". Tra ritmi classici e sperimentazione, il rapper di Malnate racconta la sua evoluzione artistica e personale.

Marco Male

Marco Male è un rapper di Malnate. Timbro pulito, metriche e incastri definiti: la sua musica spazia da un rap classico versò sonorità più moderne e sperimentali. 
Il nuovo singolo, Sentimento Reciproco, racconta di un periodo di ritrovamento, lucidità e consapevolezza. Il brano, pubblicato ad inizio anno, segna un nuovo capitolo nella carriera dell’artista. La narrazione trasmette l’idea di un passato complesso e disordinato, un groviglio di nodi che pare sciogliersi alla luce del presente.

Queste sono le domande che gli abbiamo posto:

Come prima domanda vorrei chiederti attualmente come stai. Il testo del pezzo, in generale, ha un impronta piuttosto riflessiva e, a tratti, anche un po’ malinconica. quali esperienze ti hanno portato a scrivere in questo modo?


«Attualmente mi sento molto bene in questo primo inizio di 2025(…). La canzone, il titolo e il modo in cui l’ho scritta è nata da un periodo strano passato nell’ultimo anno. In tutta la mia carriera, non mi era mai successo di imbattermi in un periodo così tanto lungo di “fermo”».

L’allontanamento dalla musica non sembra corrispondere con un periodo necessariamente negativo:

«Sono andato in vacanza con la testa e con il corpo , mi sono un po’ disintossicato dalla scrittura e dall’ascolto, anche se prendevo sempre i miei appunti, le mie idee continuavo a farle andare nella testa. Nonostante ciò, tutto sembrava annoiarmi, anche me stesso. È per questo motivo che ho deciso di prendermi una pausa. Quando ho sentito la strumentale di Sentimento reciproco ho deciso subito di scriverci. Da lì arriva anche il titolo; alla fine, è stata una cosa reciproca: la base mi ha dato la musica ed io ho messo il testo».

Nel pezzo dici “Sono stato preso male 17 settimane”. Volevo chiederti, se ti va, di parlarci di quel periodo: cosa è successo e come ti sei ripreso?

«In realtà queste sono le settimane che coincidono con il mio fermo, da “inferno” fino al termine della scrittura di Sentimento reciproco. Le parole del testo rispecchiano a pieno il mio stato d’animo in quel momento, la noia ed il disintossicarmi da tutti gli episodi e le situazioni che mi sono accadute. Negli ultimi anni sto riscoprendo una parte di solitudine con cui riesco a starci da dio e a conviverci in piena armonia. Detto questo, esco comunque con amici, vado a lavorare, ogni tanto vado a ballare. Credo che per qualche strana ragione, un “artista” (o chi scrive canzoni, compone e crea musica) abbia di natura dentro un po’ di questa solitudine che, oltre a farmi star bene, serve anche per arrivare a produrre la musica che preferisco».

C’è un artista dal quale hai tratto ispirazione nella scrittura? Personalmente, ascoltando pezzi come “Amore seppellito” e “sentimento reciproco” ho percepito uno stile narrativo piuttosto simile a quello di Marracash: è un rapper che fa parte del tuo background?

«La musica fa parte per il 99% nella mia vita, io associo e collego quasi ogni cosa con lei. Ci sono artisti che mi ispirano e dischi che mi influenzano, come dici tu ed hai potuto notare per il testo di “amore seppellito”.
Ci sono Marracash senz’altro, i Club Dogo, Fabri Fibra , Inoki e tanti altri. Più di 10 anni fa io mi sono avvicinato a tutto questo grazie alla loro musica ,sono cresciuto con questi rapper, mi sono entrati nella testa, nel cuore e nella carne. Certo ci sono tutta una serie di altri artisti come Lazza, Sfera e via andando che stanno scrivendo indiscutibilmente un altro pezzo di storia. Probabilmente perché sono di parte, di quel tipo di generazione, provo più emozione nella musica dei primi che ti ho descritto. Detto questo, tutto ciò è solamente una cosa personale perché mi piacciono anche molte cose di adesso. Sono una persona apertissima e anche io sperimento continuamente cercando un’evoluzione. Penso anche che la musica sia fatta di cicli come, in realtà, sono cicliche un sacco di cose. Forse bisogna solo saper cogliere gli attimi, adattarsi, stare al passo coi tempi sia nella produzione che nella qualità».

In conclusione, vorrei chiederti in che momento della tua carriera musicale collochi questo pezzo e, in generale, quali sono le tue ambizioni per il futuro?

«Questo pezzo lo colloco nel momento di mia massima conoscenza e convivenza serena con tutte le parti di me stesso. Quelle buone, quelle cattive, quelle spigolose e non. Ho già scritto e pronti un sacco di nuovi singoli e progetti che voglio fare uscire durante l’anno: sono contento di quello che faccio e come sta venendo, dalla scrittura alla lirica . Non sono nel mercato, non devo vendere, non devo fare gare con nessuno e questa è una libertà impagabile. D’altronde la migliore musica viene così, non mi sento inferiore a nessuno. Mi piacerebbe potesse diventare un lavoro ma non lo penso mai perché già c’è l’ ho un lavoro che per fortuna mi mantiene in modo discreto. E sono pronto sempre, perché per me rimane e rimarrà sempre come se fosse la prima volta, ogni volta. Senza età e senza tempo».

di
Pubblicato il 28 Gennaio 2025
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.