Le elezioni regionali senza sorprese: Veneto al centrodestra, Puglia e Campania al centrosinistra
Era un esito abbastanza scontato, anche se ovunque le coalizioni sono litigiose. La vera notizia è nell'astensione: in tutte e tre le Regioni affluenza sotto il 50%
Le elezioni regionali del 2025, che arrivano a cinque anni dalla pandemia di Covid, sono state caratterizzati da una grande varietà di date, che ha di fatto creato un autunno di campagna elettorale permanente.
Nella giornata di domenica 23 e lunedì 24 si è votato in Veneto, Puglia e Campania. L’esito è stato in linea con le previsioni della vigilia: il centrodestra ha vinto facile in Veneto, il centrosinistra ha mantenuto senza grosse difficoltà la Puglia e la Campania. In tutte e tre le Regioni il presidente che ha vinto dovrebbe aver conquistato il 60% dei voti.
Nei mesi scorsi avevano tenuto banco soprattutto le divisioni interne agli schieramenti nelle tre Regioni al voto e in particolare si è parlato del ruolo dei presidenti di Regione uscenti, che volevano contare ancora nelle scelte e che erano temuti dai partiti (dagli alleati, ma anche dal loro stesso partito).
Così Luca Zaia ha dovuto fare un passo indietro su una sua lista personale in Veneto, Vincenzo De Luca ha trattato con Elly Schlein per mantenere un certo peso in Campania (il figlio è stato eletto segretario del Pd), in Puglia il candidato presidente Antonio Decaro ha lavorato per ridimensionare il ruolo soprattuto di Michele Emiliano, suo compagno di partito nel Pd, ma temeva anche il protagonismo di Nichi Vendola, che invece è di altro partito, Alleanza Verdi Sinistra.
Ma chi ha vinto le elezioni regionali in Puglia, Veneto e Campania?
In Veneto ha vinto Alberto Stefani, che è della Lega e ha 33 anni, giovanissimo per quel genere di carica. La Lega ha potuto confermare il suo candidato, ma Fratelli d’Italia è andata bene e vorrà contare. Stefani n campagna elettorale ha anche ripreso la retorica autonomista, che la Lega aveva messo da parte in quest’era Salvini (ma in Veneto un po’ meno).
Ha votato il 44,6% degli elettori.
In Puglia, dove ha votato solo il 41,8%, ha vinto l’ex sindaco di Bari Antonio Decaro, che si è presentato come “il sindaco di tutta la Puglia”. Il Pd ha riguadagnato molti punti percentuali, superando Fratelli d’Italia e sopravanzando di molto gli alleati, vale a dire Movimento 5 Stelle e anche Alleanza Verdi Sinistra, che in Puglia ha buoni risultati grazie alle precedenti esperienze con Nichi Vendola.
In Campania ha votato il 44,1% degli elettori e Roberto Fico ha vinto con grande margine, superando il 60%. Sembra una buona notizia per la coalizione del “campo largo”, perché c’era chi temeva un successo meno marcato, dopo le tensioni tra Fico e De Luca.
Astensione molto alta
Al di là dei risultati, va rimarcato che in tutte e tre le Regioni ha votato sempre meno della metà degli aventi diritto, un’astensione molto alta, anche rispetto a cinque anni fa (in cui si votò in periodo complicato, per la pandemia).
Un altro dato è che i candidati fuori dalle due coalizioni portano a casa molto poco.
In Campania solo la lista di sinistra sinistra è arrivata al 2,9%, le altre sono sotto l’1%. In Puglia i candidati “non allineati” sono entrambi allo zero virgola. Sorpresa invece in Veneto: supererebbe il 5% Riccardo Szumski, medico no-vax radiato dall’Ordine, che ha drenato una parte di voto di protesta.Potrebbe superare l’1% anche Marco Rizzo, l’ex parlamentare comunista che ora sostiene la lista “rossobruna” Democrazia Sovrana Popolare.
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