M5S Varese: “Visite specialistiche impossibili con il servizio pubblico, cittadini costretti a rinunciare o a indebitarsi”
l Movimento 5 Stelle di Varese denuncia l’impossibilità per i cittadini di prenotare visite oculistiche, dermatologiche e odontoiatriche tramite il servizio sanitario pubblico
Il Movimento 5 Stelle di Varese lancia un nuovo, duro allarme sulla situazione della sanità pubblica nella provincia. Attraverso il suo Tavolo tematico Sanità e salute pubblica, il gruppo denuncia l’impossibilità per i cittadini di accedere a visite specialistiche oculistiche, dermatologiche e odontoiatriche tramite il Servizio sanitario regionale. Le agende risultano chiuse sia negli ospedali che nei centri accreditati, e l’unica alternativa è rivolgersi a strutture private, con costi che – come spiega il Coordinatore Antonio Pollicino – «superano in media i 150–180 euro a visita».
Agende chiuse, liste d’attesa infinite
«Nel territorio di Varese non esiste alcuna disponibilità per visite oculistiche tramite il servizio pubblico, né per prime visite né per controlli, né per interventi come la cataratta o la chirurgia refrattiva – afferma Pollicino – Le agende sono chiuse ovunque. Lo stesso vale per la dermatologia: non è possibile prenotare mappature dei nei o controlli preventivi, prestazioni che ormai sono garantite solo dal privato».
La situazione è analoga anche sul fronte odontoiatrico: le prestazioni pubbliche risultano di fatto inaccessibili e le urgenze vengono smistate in modo incerto. Nei centri privati convenzionati, un piano di cure completo può superare anche i 10mila euro.
Le testimonianze: “Aspettare mesi o pagare”
Il Movimento 5 Stelle riporta alcune testimonianze dirette che descrivono un sistema bloccato. In un caso, per ottenere un controllo oculistico urgente, dopo diverse segnalazioni all’ATS, è stato possibile accedere a una visita solo entro 4 mesi e tramite il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Circolo, non pensato per visite programmate. La prestazione – descritta come «superficiale e inadeguata» – non ha previsto alcun approfondimento diagnostico, pur essendo soggetta al pagamento del ticket.
In un altro caso, una visita odontoiatrica contrassegnata con priorità D (entro 30 giorni) è stata fissata per gennaio 2026, dopo oltre tre mesi di attesa.
“Mancano risorse, non la domanda di cura”
«Questa situazione non è nuova – osserva Francesca Bonoldi, rappresentante del M5S Varese – e sportelli come “SOS Liste d’attesa” sono solo un primo tentativo di arginare un problema che ha radici profonde. Serve una scelta politica chiara: restituire dignità e risorse al servizio pubblico, non continuare a dirottare fondi verso la sanità privata».
Bonoldi ricorda anche l’incontro pubblico organizzato a Luino nell’estate 2025, a cui hanno partecipato medici ed esperti come Filippo Bianchetti (Sanità di Frontiera Varese), Vittorio Agnoletto (Medicina Democratica), e il consigliere regionale M5S Nicola Di Marco.
«Un’occasione in cui – come sottolinea Diego Carmenati, referente progetti del gruppo territoriale – sono emerse con forza le stesse criticità che oggi il Movimento torna a denunciare: «Il diritto alle cure, sancito dalla Costituzione, non può dipendere dal reddito».
l M5S: “Basta tagli, servono investimenti veri”
Il Movimento 5 Stelle chiede alla Regione Lombardia interventi strutturali: l’incremento delle risorse al sistema sanitario pubblico, la riapertura delle agende bloccate e potenziamento degli ambulatori, la chiarezza nella gestione delle urgenze e dei percorsi di cura e un piano di assunzioni per medici e personale sanitario.
«Senza queste azioni – conclude Pollicino – i cittadini continueranno a pagare due volte: con le tasse e con le tasche, per un diritto che dovrebbe essere garantito a tutti».
Ieri la giunta regionale ha approvato le direttive 2026 nel settore socio sanitario: tra gli obiettivi la promozione dei percorsi di garanzia per accelerare i tempi di attesa e il divieto assoluto di chiudere le agende della sanità pubblica.
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