A Caldaro vince il più forte, ma non sono i Mastini
I Lucci dominano un Varese mai veramente in partita. Superiorità altoatesina a parte, preoccupa il fatto che non si siano visti schemi e idee per sfruttare il valido roster giallonero. E giovedì arriva il Pergine.
Caldaro 4, Varese 1. Cambia il punteggio finale rispetto alla recente semifinale di Coppa Italia, resta invariato e non appellabile il verdetto: i Lucci battono i Mastini in maniera piuttosto netta, confermandosi locomotiva della IHL e costringendo i gialloneri di Da Rin al secondo stop consecutivo. E a una specie di crisi che non accenna a passare nonostante gli innesti recenti.
LA PARTITA
I – Si parte subito con Caldaro in avanti, intenzionato a chiudere la pratica Mastini nel più breve tempo possibile, situazione che in effetti sembra sin da subito piuttosto chiara, con Varese che deve arretrare il baricentro per arginare la grande pressione degli avversari che giocano un hockey essenziale ma penetrante. Gran lavoro per Schina e compagni in difesa, dove l’assenza si Bertin si sente e come, con i Mastini che ci provano di rimessa con Bastille prima e Ghiglione poco dopo, ma senza idee precise, situazione che con una squadra così capace, ed un portiere come Rohregger, risulta palesemente essere inefficace.
Varese pattina, ma le connessioni non si chiudono, concedendo spazi agli avversari, e già a metà gara si capisce chi potrebbe essere il migliore in campo, Filippo Matonti, bersagliato da tutte le direzioni, con l’estremo giallonero che si supera su Cappuccio, annullando un tiro con lo scudo.
Ancora Lucci, che ci provano con Cappuccio, disco stavolta indirizzato nel ‘sette’ ma la pinza di Filippo Matonti ci arriva. Reazione dei Mastini, ancora piuttosto disordinata e davvero poco efficace, così non va. A 11:41 Peterson va in panca puniti costringendo Varese in quattro contro cinque, penalità che però non sortisce effetto. Altoatesini sempre in avanti, che giocano in scioltezza utilizzando tutte e quattro le linee. Poi 17:38 Buono carica irregolarmente un avversario, per il secondo power-play per Caldaro, che stavolta passa nel finale di frazione con Cappuccio. 1-0
II – Si torna sul ghiaccio ancora con i Lucci padroni della pista: la cosa impressionante è vedere le perfette trame di gioco di Caldaro, precise e ficcanti, con i giocatori che sembrano telecomandati dal loro coach. Schemi perfetti e messi sul ghiaccio in maniera ottimale, contro i quali è davvero difficile competere. A metà gara i Mastini possono sfruttare un power-play, purtroppo gestito alla solita maniera: al centro dello special team sembra esserci Buono, che però pare ancora distante dalla condizione migliore. Niente di fatto ed allo scadere della penalità i Lucci che liberano il terzo, andando loro stessi a recuperare il disco dalle parti di Filippo Matonti, trovandosi addirittura in tre contro due, riuscendo a segnare il secondo gol della serata con Oberrauch. 2-0
Caldaro è fisicamente superiore, ma soprattutto sembra trovarsi sul ghiaccio alla perfezione, pattinando meno di Varese ma in maniera più veloce e dalla parte giusta. I Mastini ci provano con la proverbiale grinta, ancora gran lavoro di Schina, che prova ad innescare i propri avanti, ma quasi sempre con azioni che sembrano improvvisate che impattano sul muro di gomma della retroguardia altoatesina. Caldaro gestisce il vantaggio in maniera intelligente, addormentando la partita. A 30:53 un disco che sembra non pericoloso, scagliato da Galassiti all’altezza del cerchio d’ingaggio a destra di Filippo Matonti, si insacca cacciando il morale dei Mastini sotto le lame dei pattini. 3 -0
III – Terzo drittel con i Mastini che devono ancora contenere Caldaro, tornato a giocare come se il risultato fosse di perfetta parità; ancora impeccabile ed ancora a quattro linee. Bastille prova la soluzione solitaria, ma nulla di fatto. Ancora Lucci, con Cappuccio, davvero in forma, ma la difesa giallonera fa buona guardia. A 53:36 Buono arriva tardi su un avversario, che carica col bastone, meritandosi la penalità che consente a Caldaro di giocare in superiorità numerica, che Wieser mette nel sacco. 4-0
I Mastini non mollano, anche se il gioco continua a non decollare. Opportunità per l’uscita dal ghiaccio di De Donà, ma solito gioco macchinoso. Si fa cacciare anche Soelva, Varese ha 40″ di cinque contro tre, ma il gol non arriva. La rete della bandiera giunge con Terzago, che a 4′ dalla fine in cinque contro quattro mette un disco in mezzo che colpisce schiena di Roheregger, rimbalzando in in rete. 4-1
Poco dopo arriva la sirena finale di una partita che avrebbe potuto avere uno score molto più alto, con Caldaro che ad un certo punto sembra aver tolto il piede dall’acceleratore, ma se questi sono i valori per gli altoatesini è già tempo di far spazio in bacheca.
Caldaro-Varese 4-1 (1-0, 2-0, 1-1)
Reti: 19’27” Cappuccio (De Donà, Erlacher) in sup. 1-0; 23’36” Oberrauch (Selva, Cappuccio) 2-0, 30’53” Galassiti (De Donà, Vinatzer) 3-0; 52’07” Wieser (Alanne, Saha) 4-0 in sup., 56’43” Terzago (Buono) 4-1 in sup.
Caldaro: Rohregger (Pallabazzer); Clericuzio, Valentini, Alanne, Wieser, Saha; Massar, Bianco, Selva, Cappuccio, Oberrauch; Soelva, Shoepfer, Galassiti, Vinatzer, De Donà; Schmid, Bellet, Oberhuber, Erlacher, Todesco. Coach: Teemu Virtala.
Varese: Filippo Matonti (Pisarenko); Schina, Re, Marcello Borghi, Terzago, Perino; Makinen, Crivellari, Buono, Ghiglione, Bastille; Marco Matonti, Erik Mazzacane, Xamin, Michael Mazzacane, Tilaro; Peterson, Pietro Borghi, Venturi. Coach: Massimo Da Rin
Arbitri: Patrick Theo Gruber, Alexander Wiest (Anna Callovini, Alberto Plancher)
Note – Tiri Cal 27, Va 19. Penalità Cal 10′, Va 6′.
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