Oplà sbarca in Friuli raccontando “La grande guerra”
La Grande Guerra torna a Cividale: la Compagnia Oplà porta in scena il sacrificio dei fratelli Zucchi
Lo spettacolo “Nessuno resti indietro” racconta la storia vera di Gianluigi e Giuseppe Zucchi, tra coraggio, memoria e spirito alpino. Un ponte ideale tra la provincia di Varese e le vette del Friuli, unite dal filo rosso della memoria storica. Sabato 10 gennaio, alle ore 20:30, la compagnia Oplà presenta a Cividale del Friuli lo spettacolo teatrale “Nessuno resti indietro”, scritto e diretto da Carlo Tognola.
Lo spettacolo ripercorre la commovente storia vera di due fratelli di Tradate (VA), Giuseppe e Gianluigi Zucchi, le cui vite furono spezzate dal primo conflitto mondiale. Gianluigi Zucchi, in particolare, è ricordato come la più giovane Medaglia d’Oro al Valor Militare del Corpo degli Alpini.
Dopo aver perso il fratello maggiore Giuseppe sul fronte del Carso nel 1916, il giovanissimo Gianluigi parte volontario nell’autunno del 1917. A soli 17 anni, durante una drammatica azione di incursione nel gennaio 1918, mentre la compagnia è in ritirata, Gianluigi intima ai suoi compagni di tornare indietro per trarre in salvo il comandante degli “intrepidi”. Un gesto estremo di fedeltà al codice della montagna e del corpo degli Alpini: nessuno deve restare indietro.
In scena, gli attori Carlo Tognola e Christian Gallucci danno voce e corpo ai due fratelli, ricostruendo i loro dubbi, le scelte dolorose e il sacrificio finale. L’atmosfera è resa ancora più intensa dalle musiche dal vivo di Elia Fabbro, che accompagnano la narrazione in un crescendo emotivo.
Il regista e autore Carlo Tognola commenta così questo evento: “In un tempo in cui tornano a soffiare venti di guerra, a più di un secolo di distanza, è importante tornare in scena con questo spettacolo per tornare a riflettere sull’umanità, sulla fratellanza e su cosa ci rende sempre umani, anche quando siamo immersi nella tragedia e nella disperazione. Nessuno resti indietro è una storia di due giovani fratelli, come sempre, perché spesso ci si dimentica che sono loro a cadere, anche oggi nelle guerre di tutto il mondo: i giovani. “
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