Pena di 12 anni confermata in appello a Milano per il tentato omicidio di Arcisate
Simone Borella si trova attualmente in carcere, ed è accusato di aver favorito l'evasione del suo compagno di cella - il quarantenne albanese “re delle evasioni" Taulant Toma - il 7 dicembre scorso dal carcere di Opera
La prima sezione della corte d’Appello di Milano ha confermato la condanna a 12 anni per tentato omicidio per l’imputato Simone Borella, 25 anni, originario di Cuasso al Monte.
Il giovane era stato condannato in primo grado a Varese per la sparatoria avvenuta la sera del 5 gennaio 2024 ad Arcisate (Varese), quando Borella esplose un colpo di fucile contro un giovane di 27 anni finito in ospedale per un lungo iter clinico e riabilitativo, rappresentato in giudizio dall’avvocato Elisabetta Brusa.
I fatti si sono svolti all’esterno di un bar del paese, in via Roma ad Arcisate. Secondo la ricostruzione accolta dal Tribunale di Varese, Borella aveva litigato con una ragazza e la vittima era intervenuta per difenderla. Dopo un breve alterco fisico, Borella si era allontanato, per poi fare ritorno a bordo di un’auto. È in quel momento che, sceso dal veicolo armato di un fucile, ha sparato ferendo gravemente il giovane.
Il sospettato si era costituito la mattina del 6 gennaio 2024, accompagnato dal suo difensore. Il processo di primo grado si è concluso con la condanna a 12 anni di reclusione per tentato omicidio, nonostante la difesa avesse sostenuto l’assenza del dolo omicidiario e la richiesta di una pena più mite. La pena è stata inflitta per aver colpito il giovane con un colpo di fucile da caccia calibro 12.
Simone Borella si trova attualmente in carcere. Il suo nome è di recente nuovamente arrivato alle cronache perché è accusato di aver favorito l’evasione del suo compagno di cella – il quarantenne albanese “re delle evasioni” Taulant Toma – il 7 dicembre scorso dal carcere di Opera.
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