Premio nazionale al Liceo Cairoli di Varese per aver ridato voce e memoria ai militari internati che dissero no alla Repubblica di Salò

Il 26 gennaio la cerimonia a Montecitorio. Gli studenti hanno raccolto le storie dei militari varesini che dopo l'8 settembre rifiutarono la Repubblica di Salò e vennero internati. Storie dimenticate per oltre 85 anni

laboratorio storia

Ci sono voluti 85 anni e infine una legge approvata solo nel gennaio dello scorso anno ha restituito dignità a oltre 600.000 militari italiani che, dopo l’8 settembre 1943, scelsero di non aderire alla Repubblica di Salò e per questo furono internati nei lager nazisti.

Storie dimenticate, spesso ignorate perfino dallo Stato italiano e dal suo esercito, che oggi tornano alla luce grazie all’impegno degli studenti del Liceo Classico Cairoli di Varese.

Un lavoro corale, svolto nell’ambito del Laboratorio di Storia coordinato dalla professoressa Monica Iori, in collaborazione con l’ex docente Rosalba Ferrero e lo storico Claudio Mezzanzanica, progetto che ha portato gli studenti a conquistare il primo premio (ex aequo) del concorso nazionale promosso dalla Fondazione Grillo di Crotone. La premiazione si terrà il prossimo 26 gennaio a Montecitorio, sede della Camera dei Deputati.

Un laboratorio che scava nella memoria

Il progetto ha coinvolto una quarantina di ragazzi del triennio, che ogni venerdì pomeriggio, durante il primo quadrimestre, ha portato avanti un lavoro di ricerca, ascolto e narrazione.

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«Abbiamo cominciato cercando le storie tra le famiglie degli studenti – racconta la professoressa Iori – per poi ampliare la ricerca agli archivi comunali, dell’Archivio di Stato di Varese e alle fonti della Croce Rossa grazie al supporto del dottor Mezzanzanica».

A partire dal convegno organizzato il 20 settembre scorso a Villa Recalcati, dedicato proprio agli IMI (Internati Militari Italiani), sono emerse nuove testimonianze e documenti che hanno arricchito il lavoro del laboratorio.

Un gruppo di studenti ha intervistato le famiglie di ex internati. Altri hanno lavorato su un questionario distribuito ai ragazzi del triennio, ottenendo una cinquantina di risposte. Il laboratorio ha previsto anche momenti di scrittura creativa per rielaborare in forma narrativa o simbolica le storie raccolte.

“La scelta”: un video per raccontare la Resistenza senza armi

A partire da questo materiale, gli studenti hanno realizzato “La scelta”, un video che racconta il significato di quella resistenza silenziosa e non armata, portata avanti dai militari italiani che preferirono la prigionia alla collaborazione con il nazifascismo.
«Una resistenza basata sul senso dello Stato e sui valori fondanti della Repubblica: eguaglianza, libertà, dignità ed equità – spiegano i ragazzi – Il Tricolore, in questo racconto, diventa simbolo di fratellanza e solidarietà, e non uno strumento di guerra».

In un secondo video l’originale scelta narrativa è quella di affidare la narrazione a Argo, il cane, testimone silenzioso della storia del suo padrone internato. Una voce fuori campo, che riflette sulle esperienze di prigionia del suo padrone, prima in Africa poi in Grecia e, infine, in Germania. Vissuti che segnano profondamente l’animo dell’uomo e che il cane riesce a cogliere con lo sguardo.

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Una ferita ancora aperta

«Quella degli IMI è una ferita che non si è mai rimarginata – sottolinea Claudio Mezzanzanica – L’Esercito ha preferito distruggere i bauli con i documenti di questi militari, ignorando volontariamente il loro sacrificio. Solo nel 2025 una legge ha istituito la Giornata nazionale dedicata agli Internati Militari Italiani, che si celebrerà ogni 20 settembre».

Molti dei familiari intervistati dagli studenti hanno raccontato di aver scoperto solo da adulti le vicende vissute dai propri nonni o bisnonni. «Non ne parlava nessuno – dicono i ragazzi –. Solo grazie a lettere, fotografie, diari nascosti, si è potuto ricostruire il filo di quelle esperienze».

Un premio nazionale

Il concorso vinto dal Liceo Cairoli chiedeva di collegare l’esperienza degli IMI ai valori rappresentati dal Tricolore. Un compito che gli studenti varesini hanno saputo interpretare con sensibilità e rigore storico. Oltre al riconoscimento pubblico a Montecitorio, il premio prevede anche materiale didattico per un valore di circa mille euro, che andrà ad arricchire le attività del laboratorio.

Il lavoro, però, non si ferma qui: il laboratorio continuerà con l’obiettivo di ricostruire nel dettaglio la realtà degli IMI del territorio varesino, una pagina di storia locale finora mai approfondita.

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Pubblicato il 16 Gennaio 2026
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