Giorgio Malnati, una vita per i diritti e la dignità del lavoro
I colleghi della Fiom Cgil della BTicino ricordano il sindacalista che ha segnato la storia del consiglio di fabbrica e delle lotte per i diritti
Gli ex colleghi della Fiom della BTicino di Varese ricordano Giorgio Malnati, scomparso nei giorni scorsi. La sua storia si intreccia con quella dei metalmeccanici della Cgil e con le conquiste sindacali. Il suo impegno resta un esempio per le nuove generazioni di delegate e delegati.
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Giorgio Malnati è sull’atto di nascita della FIOM CGIL in BTicino, ha partecipato alla costituzione del Consiglio di Fabbrica negli anni ‘70, ha scritto le pagine sindacali nella storia di un’azienda tipicamente padronale del territorio varesino. Allora era impensabile offensivo e irriverente che un dipendente, specialmente un impiegato fosse iscritto al sindacato, oggi la RSU di BTicino conta nei 9 stabilimenti del territorio nazionale un numero di delegati FIOM CGIL dei quali ne è stato più volte dichiaratamente orgoglioso.
Tutto era più facile per i padroni “paternalisti” di quegli anni, è ancora nei ricordi dei colleghi di Giorgio quanto fosse difficile per esempio, per le operaie anche solo prendersi le necessarie pause fisiologiche, le donne dovevano prelevare dal tavolo del responsabile un oggetto, “una medaglia” e dovevano riporre la stessa prima di riprendere la propria postazione, non potevano permettersi di perdere tempo.
L’evoluzione industriale e i licenziamenti collettivi in voga all’epoca avrebbero licenziato Giorgio e tutti quelli come lui se non fossero stati tutelati dall’art.18 e dal senso di appartenenza che univa lavoratrici e lavoratori sotto lo stesso tetto aziendale. Tempi difficili allora come oggi ma per motivi differenti, le aziende hanno altri strumenti e altre leve per ingolosire i propri dipendenti, ma i delegati FIOM CGIL esattamente come allora continuano a garantire che la mediazione sia lo strumento migliore per la tutela dei diritti e cito una sua frase rilasciata qualche anno fa alla redazione de “il manifesto”: […] coi soldi non si può comperare tutto! Quando si cede sui diritti personali di libertà, i diritti delle componenti sociali forti annullano i diritti delle componenti sociali deboli. Non è espellendo coi soldi qualche migliaio di persone all’anno che si creano posti di lavoro in Italia. Ci vuole ben altro […]
Almeno una volta l’anno tornava ancora a respirare l’aria della saletta sindacale nella quale ha lavorato insieme alla compianta Gabriella (Lella) Oblatore,
Grazie a Giorgio e a tutti i delegati Fiom Cgil BTicino che hanno fatto la storia..
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