Referendum sulla giustizia, a Busto Arsizio una serata per spiegare le ragioni del No
Lunedì 16 marzo alla Sala Tramogge dei Molini Marzoli incontro pubblico con giuristi, magistrati e la storica Benedetta Tobagi. Tra i promotori l’avvocato Giorgio Albé: «La Costituzione tutela già la libertà dei cittadini»
Un confronto pubblico per approfondire contenuti e implicazioni del prossimo referendum confermativo sulla giustizia. È questo l’obiettivo dell’incontro dal titolo “Il No ha delle ragioni che il Sì non conosce”, in programma lunedì 16 marzo alle 20.45 alla Sala Tramogge dei Molini Marzoli di Busto Arsizio.
L’iniziativa, a ingresso libero, riunirà voci del mondo della magistratura, dell’avvocatura e della cultura per discutere le motivazioni di chi ritiene che la riforma non rappresenti una risposta ai problemi reali del sistema giudiziario.
Alla serata interverranno Benedetta Tobagi, scrittrice e storica, Liberto Losa, avvocato e presidente di Anpi Busto Arsizio, Anna Giorgetti, giudice per le indagini preliminari del tribunale di Busto Arsizio, Franca Molinari, giudice del lavoro nello stesso tribunale, ed Ermanno Talamone, avvocato.
Tra i promotori dell’iniziativa a titolo personale l’avvocato Giorgio Albé (foto sopra), mentre a moderare l’incontro sarà l’operatrice culturale Maria Chiara Vita.
Proprio Albé, nelle scorse settimane su Varesenews, ha spiegato le ragioni della sua posizione critica rispetto alla riforma. «Non firmo una cambiale in bianco», ha dichiarato, sottolineando come la Costituzione, così com’è, garantisca pienamente la libertà dei cittadini e l’autonomia della magistratura.
Secondo l’avvocato, intervenire sull’assetto costituzionale senza affrontare i problemi strutturali rischia di spostare l’attenzione dalle vere emergenze del sistema giudiziario. Tra i punti che suscitano perplessità vi sono, ad esempio, l’ipotesi di modificare i meccanismi di rappresentanza negli organi di autogoverno della magistratura e alcune soluzioni considerate più simboliche che efficaci.
Albé invita infatti a distinguere tra il dibattito politico sulla riforma e le difficoltà quotidiane degli uffici giudiziari, spesso legate alla carenza di risorse e personale. «Le vere priorità – sostiene – sono investimenti, organizzazione e rafforzamento degli organici».
In molte realtà, ricorda, i tempi della giustizia si allungano proprio per mancanza di mezzi e strutture adeguate, con rinvii delle udienze che possono arrivare a diversi anni di distanza.
L’incontro di Busto Arsizio nasce dall’esigenza di uscire dalle semplificazioni della campagna politica, riportando il dibattito sul piano dell’analisi giuridica e costituzionale, per creare uno spazio di approfondimento e di confronto rivolto ai cittadini che vogliono comprendere meglio i contenuti della riforma prima di andare alle urne. Il referendum confermativo sulla giustizia si terrà il 22 e 23 marzo e non necessita di quorum.
Giorgio Albé: “Non firmo una cambiale in bianco. La Costituzione tutela la libertà dei cittadini”
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