Australia campione del mondo; per l’Italia e per Alessandro Pedron un argento storico
Azzurri superati in finale a Ottawa dai favoriti "Aussie" che conquistano il terzo titolo iridato. Italia mai così in alto: Carossino nel quintetto ideale. Festa anche per il play varesino
Il risultato finale (81-57) lascia pochi dubbi: l’Australia è campione del mondo con pieno merito. Ma anche la classifica finale lascia pochi dubbi e spiega come l’Italia del basket in carrozzina sia degnissima della medaglia d’argento, il punto più alto mai toccato dalla Nazionale di pallacanestro “seduta”. Una squadra che ha, tra le proprie fila, anche un ragazzo che rappresenta al meglio Varese e il suo movimento paralimpico, Alessandro Pedron. (nella foto)
Agli azzurri, a Ottawa, non è riuscita l’ennesima magia: nella finale per il titolo la squadra di coach Castellucci è stata superata dai grandi favoriti dell’Australia (terzo oro mondiale per i “canguri”), trascinati dall’MVP del torneo, Jeylen Brown. Nell’ultima partita è così arrivata la prima sconfitta per l’Italia che però, come detto, ha onorato anche l’ultimo impegno appoggiandosi in attacco su Carossino (16) e Papi (13).
«C’è amarezza per questa finale, non possiamo nasconderlo – le parole di Castellucci alla sirena – Ma dobbiamo guardare all’intero percorso che abbiamo fatto in questo Mondiale, a come abbiamo scalato le gerarchie mondiali con organizzazione, voglia, cuore e coraggio. Ci portiamo a casa un risultato che fa bene a tutto il movimento e a questi ragazzi».
Tra di loro c’è Filippo Carossino, premiato dopo la finale con l’inserimento nel quintetto ideale del Mondiale, ma anche Alessandro Pedron. Il playmaker varesino, classe 1998, ha alle spalle una lunga parabola con i colori biancorossi della Handicap Sport: entrato giovanissimo in rosa è cresciuto con la maglia della Amca Elevatori, ha anche ricoperto per qualche tempo l’incarico di giocatore-allenatore, ha maturato esperienze altrove e nella prossima stagione sarà in Serie A con il Montello Bergamo. Con la speranza – prima o poi – di disputare il massimo campionato con la squadra della sua – e nostra – città.
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