Cinquant’anni di Sesto76: “Tutti devono aver diritto allo sport”

Da una società nata nel 1976 per iniziativa di un gruppo di genitori a una realtà da oltre 600 iscritti. La presidente Paola Ravaldini racconta la filosofia della Sesto76: sport accessibile, inclusione e crescita delle persone prima ancora dei risultati. "Un'associazione sportiva dilettantistica fatta da professionisti"

sesto76

Cinquant’anni possono raccontare molte cose: medaglie, classifiche, campionati. Ma la storia della Sesto76, che nel 2026 celebra mezzo secolo di attività sportiva, racconta prima di tutto una comunità. È la storia dei genitori e degli amici che, guidati dal primo presidente Silvio Casale e poi da Elso Varalli, decisero di creare uno spazio dove fare sport. È la storia degli atleti diventati allenatori, delle famiglie che hanno attraversato generazioni e dei tanti professionisti e volontari che continuano a mettere tempo, competenze e passione al servizio dell’associazione. Una realtà che oggi coinvolge oltre 600 iscritti, ma che continua a fondarsi sugli stessi valori da cui tutto è iniziato. (foto copertina del profilo Facebook dell’associazione)

La presidente Paola Ravaldini, che guida l’associazione da oltre dieci anni, sintetizza così l’identità della società: «Lo sport è maestro di vita e fa un grosso lavoro sociale». Una frase che sembra riassumere l’intera storia della Sesto76, nata appunto nel 1976 dalla passione di un gruppo di genitori mossi dalla volontà di diffondere la pratica sportiva sul territorio del Basso Verbano, con Sesto Calende epicentro per atleti provenienti da entrambe le sponde del Verbano, del Ticino e dai laghi vicini, come Arona, Castelletto Ticino, Taino o Mercallo.

In questi cinquant’anni l’associazione sportiva dilettantistica (asd) è logicamente cambiata in modo profondo, così come è cambiato il mondo dello sport e dell’associazionismo. Ma, secondo Ravaldini, la filosofia è rimasta la stessa. «Crediamo nello sport per tutti. Non vogliamo allevare soltanto campioni e scartare chi è meno portato. Tutti devono avere il diritto di accedere allo sport».

Nessuno escluso: oggi tra le attività della Sesto76, insieme all’atletica e alla ginnastica, rientra infatti anche lo sport inclusivo per atleti con disabilità intellettive e relazionali, discipline riconosciute da Fisdir, ovvero la Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali. Nello specifico, i numeri parlano di 255 atleti nel settore atletica, 346 nella ginnastica e 16 nella sezione Fisdir, accompagnati da 24 istruttori qualificati, quasi tutti laureati in Scienze Motorie e specializzati nei rispettivi ambiti.

Ma dietro questi dati si nasconde un elemento che la presidente considera il vero patrimonio dell’associazione: «la continuità», intesa dal punto di visto umano. Molti degli allenatori di oggi hanno iniziato da bambini proprio alla Sesto76. Sono cresciuti in pista o in palestra, hanno vissuto le trasferte, le gare e gli allenamenti e poi hanno scelto «di restituire quanto ricevuto alle nuove generazioni». Un legame, quello tra persone e associazione, ancora indissolubile, come testimoniato per esempio nella festa del 2016 per i 40 anni di attività della Sesto76, quando sfilarono centinaia e centinaia di ex atleti cresciuti proprio all’ombra del campo sportivo Alfredo Milano di Viale Lombardia o nelle tante palestre del territorio convenzionate con l’associazione.

«La storia bella è questa – racconta Ravaldini -. Una storia di amicizia, di crescita e di impegno sociale. Abbiamo istruttori che sono cresciuti insieme, che hanno studiato insieme e che sono rimasti legati all’associazione. Non è una cosa scontata».

UN’ASSOCIAZIONE DILETTANTISTICA, FATTA DA PROFESSIONISTI

Uno dei passaggi più delicati della storia recente arriva con la scomparsa dello storico presidente Romano Spinelli, figura di riferimento che ha guidato la società per oltre vent’anni. Un vuoto importante, umano prima ancora che organizzativo, che avrebbe potuto mettere in difficoltà l’associazione. Invece la Sesto76 è riuscita a compattarsi e a ripartire, raccogliendo l’eredità costruita negli anni precedenti e adattandola alle sfide dello sport contemporaneo. Una crescita che dunque nel corso degli anni non è stata solo numerica, ma anche organizzativa e progettuale.

«Siamo un’associazione sportiva dilettantistica fatta da professionisti», spiega la presidente. Nel consiglio siedono volontari che nella vita sono avvocati, commercialisti, professionisti e tecnici. Nessuno percepisce compensi per il ruolo dirigenziale, ma ciascuno mette competenze ed esperienza a disposizione della società. «Abbiamo in mano la vita dei ragazzi e ci sentiamo responsabili della loro crescita sportiva e anche educativa».

Una scelta che si riflette anche nell’impostazione tecnica. La Sesto76 ha deciso di investire fortemente sulla formazione degli allenatori e sulla qualità dell’insegnamento sportivo. Nell’atletica segue il principio della crescita graduale dell’atleta, privilegiando percorsi di lungo periodo. Per i ragazzi più grandi, inoltre, ha scelto di collaborare con società più strutturate per consentire loro di confrontarsi anche a livello nazionale. Una decisione definita dalla stessa associazione «non campanilistica», ma pensata per offrire le migliori opportunità ai giovani atleti.

Tra i risultati sportivi non mancano titoli provinciali e regionali, partecipazioni ai campionati italiani e successi di prestigio, come il titolo nazionale conquistato da Samuele Siena nei 300 siepi nel 2017.

Ma la Sesto76 misura il proprio successo anche con altri parametri. Uno dei progetti di cui Ravaldini ci parla con maggiore orgoglio è la sezione Fisdir, attiva dal 2012. Nata da un sogno condiviso, oggi rappresenta un punto di riferimento per ragazzi e famiglie. «La soddisfazione più bella è vedere tutti insieme, bambini, ragazzi con disabilità e normodotati, nei nostri eventi di fine stagione. Quella meraviglia ripaga qualsiasi sforzo».

I FESTEGGIAMENTI PER I 50 ANNI: ALMENO TRE DIVERSE INZIATIVE

Le celebrazioni per il cinquantesimo anniversario prenderanno il via già il 9 settembre al centro sportivo con un momento istituzionale dedicato al mondo dello sport. Attorno alla Sesto76 si ritroveranno dirigenti, tecnici e atleti, ma anche rappresentanti del Coni Lombardia, del Comitato Italiano Paralimpico, della Fidal e della Federazione Ginnastica d’Italia, insieme alle istituzioni del territorio. Sarà il primo appuntamento di un calendario pensato per raccontare la storia della società, e, al tempo stesso, il suo ruolo nel tessuto sportivo e sociale della città. Dopo l’evento di settembre, le celebrazioni proseguiranno con una festa aperta alla comunità, prevista indicativamente nel mese di ottobre, per poi culminare a fine novembre con il tradizionale Cross di Sesto Calende, che per l’occasione assumerà il nome di “Cross dei 50 anni”.

 «Se siamo arrivati fin qui – conclude Ravaldini – è perché tante persone prima di noi e insieme a noi hanno lavorato per questa associazione. Possiamo averla cambiata e fatta evolvere, ma non dobbiamo mai dimenticare da dove siamo partiti. I cinquant’anni della Sesto76 sono il risultato della perseveranza di tante persone che hanno creduto nello stesso progetto».

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Marco Tresca
marco.cippio.tresca@gmail.com

 

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Pubblicato il 02 Settembre 2026
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