Varese-Cantù: Recalcati vuole la “partita perfetta”

Il coach varesino: «Se vogliamo vincere dobbiamo essere i migliori nelle grandi e nelle piccole cose». Si gioca alle 20,30 in un palasport che si annuncia bollente. Formazioni al completo

C’è chi anticiperà la notte di San Silvestro, stappando spumante con ventiquattr’ore d’anticipo, chi invece sarà costretto al muso lungo e agli immancabili sfottò dei rivali di sempre. Il derby tra Varese e Cantù cade perfidamente al 30 dicembre (20,30) e va a prendersi tutti i riflettori della penultima serata dell’anno almeno in due città che con il canestro hanno un rapporto speciale.

ATTESA BOLLENTE – Lo sa bene Carlo Recalcati, uno nato a Milano, diventato grande (nel basket e nella vita) a Cantù e confermatosi tale anche a Varese. Uno che vive in Brianza e lavora sotto al Sacro Monte e quindi può annusare gli umori delle due piazze giorno dopo giorno come conferma dopo l’allenamento che precede il match. «Sento un attesa calda e accesa ma non esasperata e se così fosse direi che si sta creando il clima ideale per partite come queste che, inutile negarlo, non sono uguali alle altre. La rivalità c’è e si sente: molti dei miei giocatori (ma anche tra i canturini ndr) hanno giocato l’ultima serie playoff e hanno capito cosa vuol dire partecipare a questo tipo di gare. Io poi, sono circondato: alla vigilia di Natale avevo a casa gli amici dei miei figli, tutti tifosi Bennet, oltre a mia sorella di Milano e al panettone che ci ha inviato Minucci da Siena con gli auguri…». E l’attesa pare davvero carica di adrenalina: a ieri sera (giovedì) erano oltre 1.700 i biglietti acquistati in prevendita, modalità che prosegue fino alle ore 18 e che sta portando gli spalti del PalaWhirlpool ad ospitare circa 4.500 spettatori. I botteghini però – lo diciamo per i ritardatari dell’ultim’ora – chiuderanno alle 19,30 come da disposizioni della Questura.

PARTITA PERFETTA – Detto del contorno, vale la pena entrare anche nel discorso tecnico, sempre con le parole di Recalcati. «Per vincere dovremo giocare una partita perfetta – spiega il coach biancorosso – il che non vuol solo dire che dobbiamo difendere e attaccare meglio ma pure che dovremo fare attenzione a tante voci che a prima vista sono minori ma che alla fine risultano importanti. Parlo dei falli, per esempio: il differenziale tra noi e gli avversari è spesso di 6 o 7 fischi e ciò è dovuto sia dal nostro essere "perimetrali" sia da certi errori che commettiamo in difesa: signfica una decina di tiri liberi concessi ad handicap. E poi le palle perse, graduatoria dove purtroppo siamo in testa alla classifica».
Il coach ospite, l’emergente Trinchieri, a sua volta ricorda ai biancoblu che in stagione regolare nelle ultime due occasioni a Masnago la Bennet «ha preso schiaffoni» perché nel suo palazzetto Varese sa mettere barricate speciali. Ma all’appuntamento di oggi Cantù arriva comunque nei panni della favorita perché ha appena travolto Milano e ha anche goduto di un giorno in più di riposo rispetto ai biancorossi. «La vittoria sull’Emporio Armani ha detto una cosa – spiega di nuovo Recalcati – l’Eurolega ha tolto qualcosa in classifica alla Bennet ma le ha anche dato quelle qualità tipiche del torneo continentale, il furore agonistico e la capacità di giocare partite ricche di contatti fisici. Per questo abbiamo cercato di preparare i giocatori a una partita simile».
Le due squadre sono annunciate al completo: Fajardo ha subito un colpo mercoledì ma è tornato ad allenarsi regolarmente, Hurtt ha la mano destra fasciata ma tira con la sinistra e altre segnalazioni non ce ne sono. 

BASILE E GLI ALTRI – Cantù arriva a Masnago con due punti di vantaggio ma una partita in più rispetto alla Cimberio, cammino meno esaltante dell’anno scorso ma ampiamente corroborato dalla qualificazione alle Top 16 di Eurolega. La squadra di Trinchieri ha già effettuato cambi in corsa, vuoi perché costretta (Scekic fuori per tutta la stagione per infortunio), vuoi perché qualche scelta estiva non ha convinto: via dunque il giovane Lighty e il lungo Ortner, dentro l’altro pivot del futuro (e del presente) Shermadini e l’esperto play italoargentino Gianella già visto in Serie A. I vecchi Basile, Mazzarino e Marconato sono sicurezze al pari di Leunin, Markoishivili e Micov; Cinciarini è stato l’innesto italiano più futuribile mentre il varesino Bolzonella mette raramente il piede in campo.

VARESE FA CASSA – La vigilia del derby ha portato anche qualche notizia sul fronte societario per quanto riguarda la Pallacanestro Varese che ieri ha annunciato una partnership con Drogheria Digitale, azienda che produce per conto di privati stampe di foto, calendari e altro materiale. I tifosi biancorossi hanno un canale ad essi dedicato che prevede condizioni speciali di acquisto. Porta invece soldi nelle casse sociali l’accordo con un nuovo sponsor, la catena Cinelandia che curiosamente ha il marchio già sulle maglie della Bennet. E proprio di Cantù è il proprietario, per altro coinvolto nell’aggressione all’autovettura della famiglia Cimberio fuori dal Pianella dopo la gara2 playoff la scorsa primavera. Pecunia non olet, è il compresnibile ragionamento fatto in piazza Montegrappa, dove si va verso la chiusura del budget stagionale (e quanto arriva d’ora in avanti sarà una gradita aggiunta). Sperando che il cavaliere non la prenda male…

Cimberio Varese – Bennet Cantù

Varese: 4 Demartini, 5 Hurtt, 6 Stipcevic, 7 Rannikko, 8 Talts, 9 Diawara, 11 Reati, 13 Garri, 14 Kangur, 15 Ganeto, 16 Bertoglio, 18 Fajardo. All. Recalcati.
Cantù: 5 Micov, 9 Markoishvili, 10 Leunin, 11 Marconato, 12 Mazzarino, 13 Abass, 17 Diviach, 18 Gianella, 19 Shermadini, 20 Cinciarini, 21 Bolzonella, 55 Basile. All. Trinchieri.
Arbitri: Facchini, Quacci, Pinto.

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Pubblicato il 30 Dicembre 2011
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