Due varesini tra i fermati per le violenze a Roma
Il ministro Roberto Maroni ha riferito al Senato sugli scontri di sabato pomeriggio: identificato anche un altro ragazzo residente in provincia. Linea dura per le manifestazioni: "Estendiamo l'uso del Daspo"
Arresto in flagranza differita, estensione del Daspo dagli stadi alle piazze, aggravanti per chi commette reati nel corso di manifestazioni pubbliche. Sono alcune delle misure che il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha annunciato riferendo al Senato sugli scontri di sabato a Roma. Nel corso del discorso del ministro è emerso che tra gli arrestati per le violenze ci sono anche due varesini: al nome già emerso precedentemente si è aggiunto anche quello di un ragazzo di origine rumena che risiede in provincia di Varese.
Maroni ha annunciato la «decisione di ridurre taglio di 250milioni di euro per il 2012», come «sforzo per garantire l’ordine pubblico di fronte a quello che si annuncia come un nuovo autunno caldo». Tra gli elementi di potenziale rischio, il ministro ha citato anche la mobilitazione in Val di Susa contro la Tav, citando le dichiarazioni battagliere di uno dei leader della protesta, Alberto Perino.
Maroni ha spiegato che per affrontare l’azione di gruppi organizzati (ricondotti alla matrice anarchica) si stanno «valutando il fermo di polizia e l’arresto», anche per chi è viene sorpreso nei pressi delle manifestazioni «con veri e propri kit per la guerriglia urbana», l’estensione della flagranza differita già prevista per manifestazioni sportive, nuovi strumenti preventivi per persone già segnalate, «sul modello del Daspo che ha dato risultati negli stadi» e di analoghi strumenti presenti all’estero. E ancora «uno specifico reato associativo» per chi esercita violenza in occasione di manifestazioni e maggiori tutele giuridico-legali per operatori delle forze dell’ordine. Oltre a questi strumenti relativi ai singoli, si valuta anche la richiesta di «idonee garanzie patrimoniali chieste agli organizzatori» delle manifestazioni, a mo’ di fideiussione per ripagare eventuali danni.
«Mi rendo conto che queste misure investono sfera di diritti costituzionalmente garantiti» ha detto Maroni, chiedendo per questo un confronto con le altre forze politiche prima di presentare una proposta da portare in consiglio dei ministri.
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