Demanio lacuale, Longoni: «Concludere accordi con le altre regioni»
Un ordine del giorno sul demanio lacuale presentato dalla maggioranza è stato approvato nella seduta odierna del Consiglio regionale, dedicata al dibattito sul federalismo demaniale recentemente approvato dal Governo
Un ordine del giorno sul demanio lacuale presentato dalla maggioranza è stato approvato nella seduta odierna del Consiglio regionale, dedicata al dibattito sul federalismo demaniale recentemente approvato dal Governo. In merito è intervenuto il consigliere regionale della Lega Nord, Giangiacomo Longoni.
“Uno degli aspetti più interessanti inerenti ai trasferimenti previsti dal federalismo demaniale – commenta Longoni – è rappresentato dalle opportunità strategiche ed economiche riguardanti il demanio idrico e lacuale. La normativa varata dal Governo prevede che i laghi di ambito sovra-regionale non possano essere ceduti dallo Stato senza una previa intesa tra le Regioni interessate. Con il nostro ordine del giorno abbiamo impegnato la Giunta e il Presidente Formigoni ad attivarsi celermente per concludere un accordo con le Regioni confinanti, rispettivamente Veneto, Piemonte e Trentino, al fine di velocizzare le procedure di attribuzione dei laghi di Garda e Maggiore in coerenza con il più ampio disegno di una collaborazione solida e duratura fra le principali realtà regionali della Padania. Il passaggio dei grandi laghi dallo Stato ai territori di appartenenza rappresenta un’occasione che la Lombardia non può lasciarsi sfuggire, in funzione di una maggiore tutela del patrimonio paesaggistico interessato, ma anche nella prospettiva di ingenti benefici economici potenzialmente derivanti dalla gestione delle spiagge e dalla regionalizzazione del trasporto lacuale".
"Il raggiungimento di un accordo con le Regioni interessate – conclude Longoni – permetterà inoltre un contrasto più attento dell’abusivismo edilizio e la perequazione dei costi sulle pratiche tariffarie che oggi, nel caso del Lago Maggiore, presentano sensibili differenze fra la sponda lombarda e quella piemontese.
“Altro aspetto interessante del decreto governativo riguarda la possibilità di attuare consultazioni popolari, al fine di permettere agli abitanti una piena partecipazione nel processo decisionale riguardo all’utilizzo di questo patrimonio”.
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