Il chitarrista di Cat Stevens tentò la carriera solista
Non funzionò ma ci lasciò un bel disco
Mi rendo conto che mettere questo disco fra i migliori del 1972 è una forzatura, ma a me piace molto e ci sta bene perché uscì proprio insieme a Catch Bull At Four. Alun Davies era un chitarrista acustico gallese che lavorava come sessionman, e fu chiamato dal produttore di Cat Stevens quando nel 1970 decise di farlo passare dal pop al folk rock. Ne diventò proprio il gemello tanto da lavorare in tutti i suoi album da Mona Bone Jakon in poi, ed in quasi tutti quelli come Yusuf dopo la conversione all’Islam. E nel ’72, quando Cat era in cima alle classifiche, pensò giustamente di provare anche lui con un album solista, che volle chiamare col suo nomignolo da ragazzino. La recensione di Rolling Stone cominciò dicendo che se Stevens era il principe del folk rock inglese, Davies poteva diventarne l’erede “anche se personalmente preferisco John Martyn e Nick Drake” (hai detto niente!). Il disco anche risentito dopo cinquant’anni è buono, ovviamente sulle atmosfere di Cat che vi suona il piano: più simile a Teaser che a Catch. Non sarebbe diventato l’erede di nessuno e da solista avrebbe inciso solo questo disco, ma è bello ricordarlo.
Curiosità: insieme al suo amico Jon Mark, col quale collaborerà ancora nei Mark -Almond, aveva inciso un album acustico nel 1963 che non aveva avuto gran successo, tanto che i due giravano l’Europa come buskers. A un certo punto però offrirono loro di lavorare sui transatlantici: si fecero sedici volte (!) la traversata atlantica prima di rinunciare per sfinimento.
La Rubrica 50 anni fa la musica
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