L’imprenditore confessa: “Nella mia ditta c’erano 15 furgoni rubati”
Interrogato il titolare di una ditta di rottamazione accusato di far parte di una banda
Ha parlato con gli inquirenti e confessato che la sua ditta di demolizioni era diventata una base operativa del furto. Dove si stoccavano furgoni Mercedes appena rubati. Ha anche ammesso che secondo lui sono stati almeno 15 i furgoni rubati e poi partiti per l’Est Europa. I mezzi venivano smontati a pezzi, messi su camion e inviati verso l’Ucraina, per alimentare un giro illegale di pezzi di ricambio e altro. Gli arresti fatti dalla squadra volanti della polizia l’altro giorno hanno colpito nel segno. Il proprietario della ditta, Luciano Arcari, è stato interrogato nella caserma dei carabinieri dove è stato portato dalla polizia e ha reso dichiarazioni anche al gip Giuseppe Battarino che lo ha interrogato in carcere. La misura cautelare è stata confermata. L’imprenditore ha dato una sua versione dei fatti. Secondo lui, la sua colpa sarebbe quella di aver permesso ai due ucraini di gestire il giro di furti, aveva insomma messo a disposizione la sua ditta e non avrebbe fatto nulla per impedirlo. Una sottile distinzione rispetto alle accuse che parlano invece di una vera e propria associazione per delinquere tra l’italiano e i due ucraini e non di una mera acquiescenza.
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