Basso: “Entusiasta e tranquillo, proprio come speravo”
Squadra, tappe, protagonisti, aspettative: il campione varesino ha parlato a lungo del Giro che sta per iniziare nel corso delle conferenze stampa di Liquigas ed Rcs. «Con Pellizzotti nessun dualismo: tutti gli squadroni hanno due capitani»
«Sono in condizioni ottime, quelle che cercavo e volevo quando ho stilato il programma di lavoro verso il Giro d’Italia». Ivan Basso è ottimista e carico al punto giusto ed è tornato a parlare in pubblico ieri – giovedì – nel corso delle due conferenze stampa che lo hanno visto protagonista.
Prima ha partecipato a Jesolo alla presentazione della sua Liquigas-Doimo, poi è stato coinvolto con altri sette grandi campioni nel "vernissage" organizzato da Rcs Sport.
«Sono entusiasta e tranquillo al tempo stesso – ha proseguito il campione di Cassano Magnago – anche perché credo che la Liquigas abbia portato al Giro la miglior formazione possibile, a eccezione come noto di Bennati che si è infortunato». In precedenza il presidente del team, Paolo Dal Lago, aveva detto la sua sull’esclusione per certi versi clamorosa di Andrea Noé, giudicato «una persona stupenda, esclusa dai nove della Liquigas esclusivamente per motivi di equilibri tecnici».
Basso ha parlato con accanto l’altro capitano della formazione verde-blu, Franco Pellizzotti: «Non avrò alcun problema a far tagliare per primo il traguardo della cronometro a squadre a Franco, una colonna di questa squadra e un ragazzo con cui non avrò alcun dualismo. Anzi, mi pare che tutte le 5/6 squadre più forti presenti al Giro abbiano più di un capitano e anche per questo motivo potranno controllare meglio la corsa».
Tra i favoriti, oltre ai soliti nomi e a quelli appartenenti alle squadre come Astana (Armstrong, Leipheimer), Lampre (Cunego, Bruseghin) e Diquigiovanni (Simoni, Scarponi), Basso ricorda anche quegli atleti che fanno da unica punta alle proprie formazioni: «Di Luca è in grande forma così come Sastre, ma gente come Menchov e Garzelli può infiammare la corsa in ogni momento».
Quando si è trattato di valutare il percorso, Ivan si è detto d’accordo con Pellizzotti sul fatto che tre delle tappe chiave saranno la cronometro delle Cinque Terre, il Monte Petrano e il Block Haus. «Però ricordo che nel Giro del 2006 (che Basso dominò ndr) io mi appuntai 7/8 frazioni da tenere in considerazione. E quest’anno forse sono ancora di più le giornate che nascondono insidie, quindi non posso che predicare concentrazione massima per tutte e tre le settimane di corsa».
E a chi gli chiede cosa lo renderà soddisfatto all’arrivo di Roma, Ivan risponde serafico: «Se avrò convinto me e gli altri di aver corso un grande Giro. E di essere tornato quello che ero prima della squalifica».
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