I giovani di Confcommercio: «Siamo serenamente preoccupati»
Conversazione sulla crisi con Alessandra Ceccuzzi, presidente del gruppo giovani di Confcommercio Varese
C’è fiducia nel futuro e consapevolezza del presente nelle ultime parole dei giovani di Confcommercio in questo tremendo 2008.A parlarne in nu incontro, affiancata dal direttore di Uniascom Sergio Bellani e dal giovanissimo consigliere Mattia Valassina (ha solo 23 anni), c’era la presidente Alessandra Ceccuzzi.
Che innanzitutto ringrazia il governo: «Abbiamo un giudizio molto positivo il giudizio sui provvedimenti anticrisi presi dal governo, e ricordiamo il ruolo di Confcommercio sulla decisione della revisione degli studi di settore. L’unico dispiacere è che non ci sia stata detassazione delle tredicesime: è vero che avrebbero perso 8 miliardi e mezzo di euro in tasse ma ne avrebbero recuperato 5 miliardi in contributi legati ai maggiori consumi»
Qual è il pensiero del gruppo giovani di Confcommercio sulla crisi?
«Noi siamo serenamente preoccupati. Come giovani pensiamo che il domani sarà meglio dell’oggi, ma non possiamo ignorare che questo sia un momento di crisi, anche se siamo convinti che saremo in grado, come piccole aziende, di rispondere con la flessibilità necessaria. In questo panorama voglio anche sottolineare il ruolo difficile ma importante che stanno svolgendo i consorzi fidi. In un momento in cui le banche dicono di non dare una stretta al credito ma invece lo fanno, i confidi sono fondamentali per sostenere e proteggere le aziende dai repentini cambiamenti di posizione di chi ci eroga il credito».
Ma chi sta colpendo, ora, la crisi?
«La crisi oggi sta colpendo più noi che la produzione: perchè noi facciamo il 30% del nostro fatturato annuo nei mesi di novembre e dicembre, e se la crisi arriva proprio in quei mesi il nostro fatturato diminuisce di colpo. Anche se io gestisco una gioielleria, e i beni di lusso nei tempi di crisi non conoscono crisi, perchè sono considerati beni rifugio».
Come valutate la situazione presente?
«Abbiamo la consapevolezza di vivere un momento che non è mai stato ancora vissuto. Questo è un momento storico particolare: ma come giovani abbiamo fiducia che questo momento storico possa preludere a qualcosa di bello. Con una premessa: non si può fare impresa, neanche nel commercio, improvvisandosi. È un punto fermo per noi: chi ha una certa professionalità e conoscenza del mercato e capacità di reagire può proseguire in ogni situazione. Noi siamo sicuri che da qui usciremo migliorati da questa esperienza».
Forse non tutti. Forse qualcuno non passerà questo guado. C’è stata selezione naturale dei più bravi?
«Non c’è stata ancora, ma non ci illudiamo: prima o poi ci sarà. C’è stata già negli anni novanta una prima selezione per i piccoli commercianti, ora ci sarà ancora di più»
Da chi pensa al futuro, anche in tempi di crisi vogliamo alla fine un augurio per il 2009. Qual è quello dei giovani commercianti varesini?
«Che la gente sorrida…»
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